“Il rischio connesso ad una attività eccessiva e incontrollata di gioco che si è andata sviluppando soprattutto negli ultimi anni, anche a causa della sempre maggiore diffusione delle opportunità di gioco tramite internet e le nuove applicazioni degli smart-phone, rappresenta oggi una realtà concreta e pericolosa tanto per la vita di chi né è colpito che per chi lo circonda”. Così il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo nel messaggio inviato al convegno “ Il gioco d’azzardo, tra prevenzione cura” organizzato dal Coordinamento nazionale comunità di accoglienza con il patrocinio del Ministero della Salute.

“Nel periodo di acuta crisi economica che l’Italia sta affrontando, il ricorso al gioco d’azzardo in misura patologica, espone ancora di più individui e relative famiglie alle conseguenze spesso drammatiche che esso comporta in termini di scompensi economici e sociali che da esso possono derivare”, osserva De Filippo che ricorda come il ministero si sia fatto promotore di iniziative legislative per affrontare la problematica: “ Il decreto legge 13 settembre 2012, così detto Decreto Balduzzi, convertito con legge 8 novembre 2012, ha istituito l’Osservatorio sul Gioco d’azzardo patologico con il fine di realizzare il monitoraggio della dipendenza dal gioco d’azzardo e della efficacia delle azioni di cura e di prevenzione intraprese”. Così come “molte Regioni hanno già legiferato sulla materia e se spesso hanno istituito degli Osservatori Regionali e utilizzato la leva fiscale di propria competenza, per introdurre elementi di ostacolo alla diffusione dei punti gioco”.

Per De Filippo “occorrerà creare sinergie positive tra la legislazione nazionale e quelle regionali, così da potenziare gli interventi di contrasto al gioco d’azzardo patologico e ottimizzare quelli relativi alla prevenzione e cura del fenomeno”. Inoltre, aggiunge il sottosegretario, “la legge di stabilità 2015, ha destinato, a partire dal 2015, una quota annua di 50 milioni di euro per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo. Di tale quota, un milione di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, è destinato per la sperimentazione di modalità di controllo dei soggetti a rischio di patologia, mediante l’adozione di software che consentano al giocatore di monitorare il proprio comportamento generando conseguentemente appositi messaggi di allerta”. Sul tema, ha infine sottolineato De Filippo, “tanto si è fatto e tanto ancora si può e si deve fare”.