“Siamo allarmati dalla crescente domanda di aiuto che ci viene dai territori. Ci troviamo davanti ad un problema serio e grave che bisogna affrontare a più livelli e che in questi anni ha significato anche la ricerca di una interlocuzione con la politica, che è stata presente, e ha reagito soprattutto nell’intergruppo parlamentare su gioco d’azzardo, trovando spazi comuni”. Così don Armando Zappolini, presidente del Cnca, ha aperto i lavori del convegno “Il gioco d'azzardo, tra prevenzione cura" organizzato dal Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza che si è svolto questa mattina presso il ministero della Salute e durante il quale è stato presentato lo Year Book 2016 del Cnca “Rischi da giocare” dedicato al fenomeno.

Nel corso del suo intervento Riccardo de Facci, vicepresidente del Cnca con delega alle dipendenze, ha spiegato la necessità di intervenire con un approccio che non sia emergenziale ma che prenda in considerazione i vari livelli presenti sul territorio: “il livello politico, che deve porre l’attenzione sulla legislazione, quello dell’impatto territoriale e del ruolo dei comuni, i piani di prevenzione e il sistema di presa in carico e cura alla luce dei Lea approvati. È necessario lavorare in stretta connessione tra politiche dei territori, cultura e modelli di cura”.

Il delegato Cnca nell'Osservatorio sul gioco d'azzardo presso il ministero della Salute, Matteo Iori, ha evidenziato i differenti livelli di rischio dei giochi e la percezione a volte falsata che se ne ha: “Ogni slot ha fatto perdere 16mila euro, ogni vlt 51mila nel 2015. Le vlt sono molto più pericolose". Ha poi ricordato il ruolo pericoloso della pubblicità e dei media: “Bisogna ragionare con i mass media perché sappiano presentare le vincite importanti nel giusto modo, in modo che non rafforzino convinzioni errate nell'opinione pubblica. Un esempio: ogni giorno vengono venduti 5,2 milioni di gratta e vinci in Italia. Certo che qualcuno vince, ma quanti perdono e quanto perdono?".

Anche Roberto Berselli della Federazione Italiana delle Comunita' terapeutiche (Fict) ha auspicato “un intervento legislativo che vieti la pubblicità del gioco d'azzardo e promuova campagne di prevenzione e informazione collegate a interventi nelle scuole. Siamo contenti dei passi fatti ma c’è un lungo percorso ancora da correre e chiediamo l’impegno dei parlamentari”.

Gaetano Manna, membro della Conferenza Stato regioni, nel messaggio inviato all’assemblea ha invece menzionato i piani di contrasto al gioco d'azzardo da presentare al Ministero della Salute per accedere al fondo nazionale che “rappresenteranno un banco di prova importante per convergere insieme - Regioni, Province autonome e privato sociale - sugli obiettivi strategici".

Liliana La Sala, direttore dell’ufficio di Prevenzione Sanitaria, Dipendenze, doping e salute Mentale del ministero della Salute si è detta soddisfatta del fatto che il ministero sia riuscito a indirizzare i 50 milioni di euro, previsti in legge di Stabilità, per la per cura e la prevenzione del gioco d’azzardo. “Le regioni hanno adesso 90 giorni per presentare i piani di attività – ha detto - dando conto di quanto già attivato con i fondi precedentemente messi a disposizione”.