Il Coi, il Consiglio Oleicolo Internazionale rivede al ribasso le previsioni di produzione per la campagna 2016/2017 a livello mondiale. Le ultime stime parlano di una produzione a livello mondiale pari a 2.713 milioni di tonnellate di olio di oliva in generale a fronte di un consumo che supererà i 2.900 milioni di tonnellate cui si farà fronte con scorte rivenienti dalla scorsa annata. Sul piano dell’export gli Stati Uniti (38%), rappresentano il mercato più interessante dove orientare il proprio prodotto, seguiti dalla UE (14%), Giappone (7%), Brasile (6%), Canada (5%), Cina (4%), Australia (3%); Russia (2%) e altri paesi importatori (21). 

Tra il 2016 ed il 2014 la superficie investita ad oliveto in tutto il mondo è aumentata del 10% passando da 10 milioni di ettari coltivati ad oltre 11 milioni di ettari nel 2014; con oltre 2,5 milioni di ettari irrigui e ben oltre 8 milioni di ettari non ancora irrigati. L’aumento delle superfici ad oliveto sono incoraggiate anche per scopi ambientali contro il riscaldamento climatico. La pianta dell’olivo infatti assorbe più CO2 di quanto gas effetto serra venga immesso nell’atmosfera durante il processo di produzione di un litro di olio extra vergine di oliva. Il rapporto certificato dal COI è di oltre 10 ad un 1 a favore dell’ambiente e della sostenibilità.

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