Unaprol ha celebrato a Roma la giornata mondiale dell’olivo indetta dal COI, il Consiglio Oleicolo Internazionale di Madrid. Organismo intergovernativo costituito sotto l’egida delle Nazioni Unite. Il COI è il consesso legittimato dalla comunità internazionale, in virtù dell’accordo mondiale nel settore dell’olio di oliva e delle olive da tavola ad emanare norme comuni in tema di chimica oleicola, standardizzazione delle norme, tecnica, statistica, promozione ed informazione.  Il tema scelto dal Coi quest’anno per lanciare un messaggio comune è stato: “Con l’olivo, difendiamo il pianeta e preserviamo la salute! “.

Unaprol ha dedicato un’intera giornata di studio al tema dell’evoluzione del sistema della qualità olivicola con un dibattito sviluppatosi sulla relazione del prof. Maurizio Servili dell’Università di Perugia su “la qualità dell’olio extra vergine di oliva tra impronta genetica ed innovazioni tecnologiche”. L’evento ha coinciso con il ventennale delle prime cinque dop dell’olio di oliva a livello europeo, tutte italiane: Aprutino Pescarese, Brisighella, Canino, Collina di Brindisi e Sabina.

Gli oli extra vergine, come viene spiegato nel messaggio del COI, sono fonti comprovate di nutrimento e salute e alimenti essenziali della dieta mediterranea, con aromi e gusti così vari da offrire una moltitudine di scelte gastronomiche sempre più apprezzate dai grandi chef. Le loro molteplici proprietà terapeutiche nella protezione contro determinati malattie sono ormai ampiamente riconosciute.

L’olivo, che ha origine nel Mediterraneo, è un simbolo universale di pace e di armonia. Si estende oggi ai cinque continenti e contribuisce allo sviluppo economico e sociale sostenibile di numerosissimi paesi e alla conservazione delle risorse naturali.

L’olivicoltura, che è uno strumento di lotta contro il riscaldamento climatico, assicura un bilancio del carbonio positivo, durante il suo ciclo colturale assorbe più CO2 di quanto gas effetto serra venga emesso nell’atmosfera nel processo di produzione dell’olio vergine ed extravergine di oliva.

Creato nel 1959, il Consiglio oleicolo internazionale raggruppa attualmente il 94% dei paesi produttori di olio d’oliva e olive da tavola.

Entrando a far parte del Consiglio oleicolo internazionale mediante l’adesione al nuovo Accordo internazionale sull’olio d’oliva e le olive da tavola che è depositato presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, i paesi sostengono lo sviluppo della filiera oleicola, lo sviluppo economico e sociale sostenibile e la tutela dell’ambiente e della salute.