Il Consiglio comunale di Roma ha approvato con 28 voti favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto la mozione per il No al referendum presentata dal M5s. Il documento esprime "fortissimo allarme per la deriva autoritaria in atto" e impegna la sindaca Virginia Raggi a farsi promotrice presso i presidenti delle Camere e dei rispettivi gruppi e presso l'Associazione del Comuni italiani della volontà del Consiglio comunale. Le opposizioni non hanno partecipato al voto, mentre Stefano Fassina, consigliere di Sinistra per Roma, ha votato sì. La seduta è stata caratterizzata da un clima da stadio. Urla e scambi di accuse tra simpatizzanti del M5S e attivisti del Partito democratico hanno accompagnato gli interventi dei consiglieri capitolini. Il presidente Marcello De Vito per placare le proteste ha invitato i vigili a far uscire il pubblico sull'ala sinistra dell'Aula, composto prevalentemente da militanti del Pd. Tra loro anche i parlamentari Marco Miccoli e Lorenza Bonaccorsi.

"Vergogna" e "fascisti" i cori di risposta all'indirizzo dell'Aula a maggioranza grillina. Dopo la decisione del presidente del Consiglio comunale alcuni consiglieri del Pd hanno poi abbandonato gli scranni posizionandosi all'ingresso dell'Aula. "Siamo qui per protesta - ha spiegato la capogruppo del Pd Michela Di Biase - per impedire che solo una parte dei cittadini, ovvero quelli che non sono d'accordo (con il M5S, ndr), siano 'sgomberati'. Noi in ogni caso non parteciperemo al voto".

“Ci sono le famiglie che hanno ricevuto un avviso di sfratto. C'è il disagio delle famiglie residenti a Ponte Milvio, in via della Farnesina dove è crollato un palazzo. Questi sono i problemi di Roma e non il No al referendum. Di questo si deve parlare in Consiglio comunale e non fare iniziative per fare un favore alla Casaleggio e associati". "Questo parlamento non e' politicamente legittimato a votare questa legge costituzionale – ha replicato il capogruppo del M5S Paolo Ferrara -. Il Pd difendeva Buzzi e Carminati, noi difendiamo la Costituzione. Noi riteniamo che questa Aula sia il luogo perfetto per denunciare che i sindaci diventeranno part time e noi questo non lo vogliamo. Invitiamo la sindaca Virginia Raggi a rinunciare, come da lei gia' annunciato, all'incarico a Palazzo Madama in caso di vittoria del Sì".