Tre matrimoni che si sono trasformati in una vera e propria alleanza criminale unendo tre capi clan: Anna, Rita e Maria Aieta hanno infatti sposato rispettivamente Francesco Mallardo, Eduardo Contini e Patrizio Bosti. E’ la nota firmata dal Procuratore della Repubblica di Napoli Giuseppe Borrelli e dall’Aggiunto Filippo Beatrice. Alle prime luci dell’alba è stata eseguita l’ordinanza cautelare personale e reale emessa dal GIP su richiesta della DDA della Procura di Napoli a carico di esponenti del clan MALLARDO, a seguito di indagini svolte dal GICO della Guardia di Finanza, dalla DIA di Napoli, dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli, dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Castello di Cisterna. L’ordinanza cautelare riguarda il gruppo criminale Mallardo che fa capo allo stesso Francesco, storico capo del clan, attivo sia in Giugliano sia nella zona del Vasto della città di Napoli. Le indagini si sono sviluppate in un ampio ambito temporale raccolgono elementi che dimostrano la costante operatività di tale gruppo all’interno del clan Mallardo, della attuale esistenza della così detta ‘Alleanza di Secondigliano, di proficui rapporti tra il clan Mallardo ed altri clan operanti nelle zone limitrofe, sia nella provincia settentrionale di Napoli, che a Napoli. Le attività investigative confluite nel procedimento hanno riguardato un considerevole lasso temporale (anni 2010-2016) ed hanno dato conto della operatività di questo gruppo camorristico in diversi settori, ciò ha consentito anche la formulazione di specifici ipotesi di delitti (riciclaggio, esercizio abusivo del credito, violenza privata, illecita concorrenza svolta mediante violenza e minaccia, intestazione fittizia di beni) accanto alla contestazione della partecipazione associativa. Le misure cautelari personali sono state emesse a carico di Anna Aieta, moglie di Francesco Mallardo, e di Lucente Salvatore, genero dello stesso capoclan, che si sono rivelati essere i veri motori della consorteria. Secondo quanto ritenuto dal GIP nella ordinanza cautelare essi, oltre ad essere ed i principali interlocutori di Mallardo Francesco ed esecutori delle sue disposizioni, rilevanti per la prosecuzione della vita del clan, "si pensi - è scitto nella nota della Procura - alla divisione ed alla consegna degli stipendi agli affiliati, a provvedimenti da assumere nei confronti dei consociati, hanno mostrato di possedere una propria autonoma,una sfera decisionale ed una forte capacità organizzativa in relazione ai diversi settori di interesse del sodalizio. Aieta Anna in quello dell’esercizio abusivo del credito e Lucente nel controllo delle distribuzione del pane, nella gestione di supermercati e di rivendite di fuochi pirotecnici e di caseifici. "L’attività nel settore della panificazione e dei supermercati per il clan - hanno sottolineato Borrelli e Beatrice - si è rivelata rilevante per il riciclaggio di provviste di origine illecita, per la mimetizzazione dell’attività degli affiliati, primo tra tutti Lucente Salvatore, quali meri operatori economici e di controllare diversi settori commerciali (panifici, caseifici, supermercati, fuochi di artificio)". Tra i destinatari della misura cautelare c’è anche Ciro De Fortis Nadi, prestanome di Salvatore Lucente, imprenditore storicamente attivo nel settore della distribuzione del pane che ha preso lo stesso Lucente come socio di fatto in diverse società, condividendo con lui strategie imprenditoriali e acquisendo dallo stesso provviste liquide che reimmetteva, proprio attraverso le diverse società, nei circuiti economici leciti. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati beni mobili e immobili, più attività produttive e commerciali, per un valore di 10 milioni di euro.