“La notizia che la Commissione europea non ha proceduto a liquidare alcuni conti del PSR 2007-2013 non mi sorprende per niente. E’ naturale  che in fase di pagamenti  possano emergere degli  scostamenti tra quanto dichiarato e quanto effettivamente  liquidato, ma quello che accade nel nostro Paese ha un qualcosa di scientifico”. Così ad AGRICOLAE Filippo Gallinella, membro della Comagri della Camera in quota M5S in merito alla notizia data da Agricolae sulla decisione da parte della Commissione Ue di non liquidare quasi due miliardi di euro del PSR FEASR 20072013 per “rilevanti errori”. E L’Italia, tra tutti i paesi dell’Unione, è risultata la peggiore.

“Tutti gli Stati membri presentano delle irregolarità nella gestione dei fondi comunitari ma noi siamo troppo spesso i primi per la gravità delle contestazioni. Perdere 1 miliardo e 700 milioni, tanto è l’importo che viene contestato ad Agea, per la presenza di problemi e ritardi nell’attuazione di un piano d’azione finalizzato ad ovviare alle carenza nei controlli sul rispetto dei criteri di riconoscimento, significa aver consapevolmente sbagliato almeno due volte. Una prima volta nel non vigilare correttamente sul rispetto delle regole e una seconda nel non saper predisporre  una  strategia volta a risolvere i problemi nati proprio dalla mancata vigilanza”, prosegue il deputato.

“Insomma sembra un gioco di parole ma la questione è invece molto seria. La nostra agricoltura ha bisogno delle risorse comunitarie per essere competitiva e quelle risorse devono essere utilizzate tutte e correttamente. Non è più pensabile che per carenze degli organismi pagatori siano poi gli agricoltori a rimetterci. Perchè di fatto questo succcede.  Per non parlare poi dei tanti progetti finanziati per non perdere risorse  non spese. Saper spendere nei tempi finalizzando le risorse agli obiettivi stabiliti denota capacità; spendere per non perdere risorse vanifica spesso l’efficacia delle azioni”, prosegue.

“Il caso della Regione Molise è piuttosto emblematico. A fine programmazione si sono acquistati con soldi del PSR 55 pulmini per il trasporto scolastico. Come detto, nessuna polemica è ammessa sulla necessità di assicurare alle comunità rurali una adeguata dotazione di scuolabus; ma non prendiamoci in giro, in questa operazione è tutto molto strano: da un cosi elevato numero di mezzi, a fronte di una popolazione scolastica piuttosto esigua, alle modifiche, direi alle forzature, apportate alle regole per renderla possibile”, conclude Gallinella.

Per saperne di più:

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PSR, IN MOLISE 55 SCUOLABUS COMPRATI CON I FONDI PER L’AGRICOLTURA. L’ASSESSORE SU FACEBOOK: IL PIU GRANDE APPALTO DI SCUOLABUS IN ITALIA DEGLI ULTIMI 10 ANNI