“I Beni culturali sono un grande valore, ma per quelli minori si tratta di un valore inespresso perché non si è riusciti ad organizzare in Rete un’offerta organica di fruizione. La parcellizzazione non consente di intercettare una domanda internazionale che pure esiste, e quindi rispetto alle potenzialità di valore turistico i Beni culturali non hanno ancora espresso tutta la loro potenzialità. C’è da fare uno sforzo affinché questa grande opportunità sia messa a valore creando dei sistemi organici di fruibilità che sono più ampi del singolo Bene culturale”, così al VELINO Mimmo Bracciodieta, vicepresidente nazionale di FederCultura. “Come sistema di cooperative siamo le imprese che sui territori sviluppano delle attività di gestione e valorizzazione dei singoli Beni culturali. Come organizzazione FederCultura, ci stiamo proprio impegnando affinché queste singole imprese, che fanno in maniera eccellente il loro lavoro, possano trovare nell’organizzazione una possibilità di conoscenza e di condivisione di strategie, di sistema di Rete impresa, di obiettivi comuni, di mettere a sistema quelle che possono essere le opportunità. Siamo tra i promotori del sistema di Cammini nazionali, che unisce 41 cammini. Da questo punto di vista lo sviluppo nei territori è stato una potenzialità, la connessione narrativa che i cammini fanno dei territori e dei beni culturali è un’opportunità straordinaria – osserva Bracciodieta -, anche qui stiamo cercando insieme al Board di cammini, che organizza il raccordo di questo sistema, di far sì che questa sia un’opportunità per i territori e le imprese di crescita e sviluppo. Le interconnessioni sono fondamentali da questo punto di vista”. Il prossimo passo Di FederCultura? “La condivisione con Claudio Bocci, direttore di FederCulture, di una più completa definizione di impresa culturale come gestione e valorizzazione in sinergia dei Beni culturali”.

In questo panorama il governo sta facendo la sua parte? “Il governo sta facendo molto, ma molto c’è ancora da fare. Ad esempio, c’è la necessità di favorire e promuovere, attraverso un sistema pubblico-privato incoraggiante e incentivante, uno sviluppo che sia veramente sostenibile dei territori. Riuscire a mettere a sistema tutte le potenzialità culturali e turistiche dei Beni culturali e del Turismo sostenibile-accessibile può essere una grossa occasione per il nostro Paese, soprattutto per le regioni meridionali: una possibilità di trovare una linea di crescita e di sviluppo che sia utile per le imprese, i giovani, i territori, le amministrazioni locali”.