Se vince il no al referendum sulla riforma costituzionale nessun catastrofismo ma di sicuro si apre per l’Italia un periodo di grande instabilità. A dirlo a Radio 24 è il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Graziano Delrio. "L'Italia e' un grande Paese solido con istituzioni molto solide e un Presidente della Repubblica molto saggio. Ma e' evidente che se vince il No si apre un periodo di una certa instabilità", sono state le parole di Delrio. “Io sono dell'idea - ha detto - che ora parliamo del merito della riforma, al dopo ci pensa il Presidente della Repubblica. Se vince il sì il governo puo' andare avanti piu' forte, se vince il No vuol dire che non siamo riusciti a convincere gli italiani e dobbiamo prenderne atto". Il ministro ha poi gettato acqua sul fuoco sull’allarme lanciato dal Financial Times sul possibile fallimento di otto banche italiane qualora il 4 dicembre vincesse il no. "Assolutamente no”, nessun rischio ha detto, “non bisogna drammatizzare. Queste sono interferenze, è agitare drappi rossi in maniera non fondata". Il ministro ha poi assicurato che la Salerno-Reggio Calabria sarà pronta il 22 dicembre. "Noi non litighiamo con l'Europa. Noi siamo fondatori e l'Europa esiste perche' c'e' l'Italia, che ha una sua forza. Vorremmo evitare di essere messi sempre dietro la lavagna come degli scolaretti" ha detto poi Delrio. "Vogliamo un'Europa che vada sulla linea degli investimenti, ma questo non e' un litigio", ha precisato. E sulla possibilita' che l'Italia metta un veto sul bilancio Ue, ha sottolineato: "Fa parte del fatto che qualcuno si deve ricordare che in Europa ci siamo anche noi. Non e' che l'asse franco-tedesco decide tutto, ci siamo anche noi".

ALFANO - "Escludo uno scioglimento anticipato, se dovesse vincere il sì. Renzi avra' la responsabilita' di andare avanti. Andare al voto nel 2018 e' lo sbocco naturale. Il contrario sarebbe fuori da ogni logica", dice il ministro dell’Interno Angelino Alfano sempre a Radio 24. "Io credo a quel che dice il premier. Se vorrà dimettersi lo fara' con grande determinazione, dara' le sue motivazioni e noi, che siamo una forza politica autonoma, valuteremo come comportarsi", dice il ministro dell'Interno sulle ipotesi che circolano in caso il 4 dicembre dovesse prevalere il no. il leader di Ncd ha spiegato che "la nostra Costituzione prevede due modi per fare cadere un governo: la sfiducia del Parlamento e le dimissioni del presidente del Consiglio. Non credo che ci sara' la sfiducia e le dimissioni gliele sconsiglio". Alfano spiega che in caso di vittoria del sì nascerà "un polo positivo che deve coinvolgere tutte le forze politiche di maggioranza con le proprie identità. Di questo polo noi facciamo già parte, ci siamo già dentro". Esclude poi qualsiasi possibilità di brogli. "Nessuna paura per l'ordine democratico. Escludo ogni possibilita' di brogli: a nome del governo garantiremo lo svolgimento regolare del voto. Nel Paese c'e' un grande scontro verbale, ma nessun problema di ordine pubblico". Alla domanda se è d’accordo con D’Alema che ha detto che tra il ponte di Messina, l’Imu e l’articolo 18, se Berlusconi chiedesse i diritti d’autore a Renzi, lo rovinerebbe Alfano risponde: “Sono d’accordo sul fatto che abbiamo realizzato il programma del PdL. Io ero segretario del PdL quando sono entrato in Parlamento e in questi tre anni le leggi scritte con la mano destra non si contano più e le altre le faremo, sono anche opere non solo leggi”