Per il riordino del settore dei giochi Sapar ritiene necessario “un intervento organico ragionato, equilibrato e privo di pregiudizi, anche attraverso l’apertura di un tavolo di confronto con tutta la filiera. Desideriamo lavorare insieme alle istituzioni e al mondo delle associazioni per rafforzare il contrasto e la prevenzione del gioco patologico; riaffermare il divieto assoluto di gioco per i minori; ribadire la dimensione ludica e d’intrattenimento, contro ogni deriva compulsiva e patologica; aumentare la qualità dell’offerta di gioco e gli standard di professionalità del personale gestore ed esercente; salvaguardare i livelli di occupazione, la capacità di creare valore economico e il gettito erariale che il lavoro di gestori ed esercenti è stato finora capace di garantire”. Così una nota dell’Associazione nazionale servizi apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative aderente a Confesercenti che è il maggior organismo di rappresentanza dei gestori, produttori e distributori di apparecchi per il gioco lecito riunendo 1.700 associati, più di 5.000 aziende e circa 300.000 lavoratori diretti e indiretti.

“In Italia il riordino del gioco pubblico varato nel 2003 ha consentito di portare alla luce del sole un intero settore fino a quel momento relegato nell’ambito dell’illegalità – ricorda Sapar -. Uno scenario, questo, dominato dalla criminalità, più o meno organizzata, che gestiva un’offerta di gioco illecita composta da circa 800.000 videopoker illegali non controllati, non controllabili, completamente sconosciuti al fisco e privi di qualsiasi meccanismo di protezione del giocatore da fenomeni patologici. Dal 2003 quindi le imprese e i lavoratori aderenti a Sapar hanno contribuito ad un riordino del settore che ha finalmente ricondotto l’offerta di gioco nel perimetro della legalità, con la garanzia di regole e norme certe sia per i consumatori, sia per gli operatori dell’industria del gioco lecito. Eppure, a seguito di questa positiva esperienza di legalizzazione, si è fatta sempre più forte l’esigenza di una razionalizzazione e riduzione dell’offerta di gioco, con l’obiettivo di contrastare e prevenire eventuali degenerazioni in senso compulsivo e patologico”.

“L’ultima iniziativa che va in questa direzione –evidenzia Sapar - è la proposta elaborata dal governo e sottoposta alla conferenza unificata di riduzione dell’offerta di gioco attraverso un taglio del 30% del numero delle Awp (c.d. slot di nuova generazione) presenti sul territorio”. Di fronte a questa iniziativa, Sapar afferma “la propria disponibilità a ragionare e contribuire con spirito collaborativo a una riforma equilibrata e trasparente del settore. Tuttavia occorre giungere a questo riordino attraverso un ampio confronto tra tutti gli operatori della filiera, mettendo da parte ogni favoritismo di sorta e, soprattutto, tenendo in considerazione l’offerta di gioco nel suo complesso. Quindi, non solo le Awp ma anche le Vlt (c.d. videolottery), i Gratta e Vinci, il Lotto, oltre alle scommesse e tutta l’ampia offerta di gioco on line, ormai la preferita dalle nuove generazioni, a cui si può accedere anche attraverso smartphone e tablet”.

“Se da un lato si sente la necessità di ridurre il numero delle Awp (apparecchi che, lo ricordiamo, prevedono una giocata massima di 1 euro) –sostiene Sapar - dall’altro lato sarebbe necessario intervenire analogamente sul fronte delle Vlt, macchine che consentono una giocata massima di 10 euro, accettano banconote anche di 500 euro e prevedono vincite che possono arrivare fino a 500.000 euro e comunque su tutta l’offerta di gioco. Non è un caso se proprio dal 2010, anno dell’arrivo sul mercato di tale prodotto, si sia registrata un’impennata dei flussi di gioco, un aumento dei cosiddetti giocatori problematici e l’apertura di oltre 6.000 nuove sale dedicate. Ed è in queste sale esclusivamente dedicate al gioco che, secondo una proposta del governo, dovrebbero essere confinate anche le semplici AWP una volta tolte dagli esercizi pubblici (bar, ricevitorie, tabaccherie) dove oggi sono presenti, alla luce del sole e sotto il controllo del personale esercente. Proprio questa rete di pubblici esercizi rappresenta un importante presidio di legalità sul territorio, contro l’avanzare dell’offerta illegale sui territori. Allo stesso modo, l’attività svolta sul campo da gestori ed esercenti oggi garantisce un’importante attività di controllo e monitoraggio delle attività di gioco, anche in termini di prevenzione e contrasto dei fenomeni compulsivi e patologici”.

“Ecco perché ogni tentativo di espellere il gioco legale dai territori, attraverso iniziative ispirate più al proibizionismo che alla razionalizzazione – afferma Sapar -, finirebbe per riportare il Paese indietro, al tempo del gioco illegale non controllato e non controllabile. Allo stesso modo, ogni tentativo di espellere l’offerta di gioco dai pubblici esercizi, isolando il giocatore in luoghi esclusivamente dedicati all’attività di gioco, non farebbe altro che ‘ghettizzare’ l’offerta di gioco in luoghi chiusi, isolati e meno controllabili. Ma, soprattutto, luoghi che rischierebbero di determinare un ulteriore isolamento del giocatore, sulla falsa riga di quanto già avviene attraverso il gioco on line, a tutto svantaggio delle garanzie di tutela dello stesso consumatore. Quale sarebbe dunque il risultato? Più rischi per i consumatori, nuove sale e nuovi punti gioco sul territorio che proprio sindaci e amministratori locali saranno chiamati ad autorizzare. Esattamente –conclude Sapar - l’obiettivo opposto a quello che si vorrebbe raggiungere”.