"Qualunque sia il progetto strategico di Roma, bisogna lavorare con forza sulle urgenze, avviando al superamento i tanti problemi che da anni ritardano la città, a partire dal crescente e inaccettabile degrado, che un tempo si definiva decoro urbano, dalla intollerabile carenza di servizi e dalla inefficienza dell'apparato amministrativo". E’ questo l’appello lanciato dal presidente dell’Acer, Edoardo Bianchi, alla Giunta Raggi nel corso dell'assemblea dell'associazione dei costruttori romani. Secondo Bianchi, una delle azioni più urgenti "è quella di trasformare il patrimonio pubblico da elemento di costo a preziosa risorsa". "E' assurdo che il Comune, titolare di un vasto patrimonio immobiliare, sia costretto a sopportare oneri per far fronte alle proprie necessità - ha sottolineato il presidente dell’Acer -. Il patrimonio va messo a reddito: da una parte attuando programmi di dismissione, finora solo annunciati, e dall'altra garantendo una gestione corretta ed efficiente del patrimonio che non può essere alienato".

"Negli ultimi giorni – ha poi ricordato Bianchi - si sono susseguite indiscrezioni e notizie sul piano degli investimenti 2017-2019. Non abbiamo ancora certezze sulle risorse reali, né sulle fonti di finanziamento. Quel che, invece, appare evidente, è che, al di là degli investimenti per mobilità e trasporti, le risorse messe in campo, sommando anche quelle risalenti ad esercizi precedenti, sono inadeguate alle reali necessità della città". I bisogni di Roma sono "tanto reali ed evidenti che tutti noi assistiamo da tempo all'avvilente spettacolo di chilometri e chilometri di rete arancione collocata quale unico rimedio alle numerose ferite della città - ha aggiunto -. Forse non ci si rende conto che il malato è grave e che un semplice placebo non basta".

Quindi, "sia sull'ammontare di risorse pubbliche da destinare per far crescere l'economia, sia sul metodo di utilizzo delle stesse risorse, Roma ha bisogno di ben altro rispetto al consueto tran tran”. Il presidente dell’Acer si è poi soffermato sulle società comunali. "E' sotto gli occhi di tutti la conduzione fallimentare delle società che gestiscono servizi pubblici strategici, così come è palese la mancanza di interesse pubblico alla partecipazione del Comune in numerose altre – ha sottolineato -. Tutte sottraggono risorse importanti al bilancio comunale. Le prime, quelle che gestiscono servizi pubblici strategici, devono appropriarsi di una gestione efficiente che conduca a bilanci almeno in pareggio. Per le seconde bisogna ricorrere a dismissioni o privatizzazioni".

Per quanto riguarda invece le grandi opere, Bianchi ha puntualizzato: "ci ha sbalordito la vicenda delle Torri dell'Eur, puntuale progetto di riqualificazione autorizzato e poi annullato. E che fine ha fatto il progetto di riqualificazione di Guido Reni? E' stato approvato dall'Assemblea

Capitolina con delibera di indirizzo dell'agosto del 2014 e poi forse abbandonato in un cassetto di qualche ufficio comunale. E' forse arrivato il momento di assumere decisioni anche sulla riqualificazione dell'area ex Fiera di Roma. Se ne parla da oltre dieci anni! Detto in altre parole, il nostro è un appello a fare tesoro degli errori del passato per mettere a punto finalmente meccanismi efficienti e concreti e replicabili su vasta scala".

Infine, il direttore generale dell'Acer, Alfredo Pecorella, ha espresso un “pizzico di delusione” per l’assenza della sindaca Virginia Raggi. “Noi – ha affermato - crediamo nel dialogo tra i costruttori, le forze produttive della città e il primo cittadino di Roma. Penso sia utile, indispensabile a tutti. La nostra assemblea annuale è in fondo espressione della nostra categoria. Lo ripeto, il dialogo con le istituzioni e in particolare con il sindaco di Roma è importante”.