La decisione della Commissione europea, ancora sotto forma di bozza, pubblicata il 29 novembre su Agricolae.eu, relativa alla procedura di liquidazione dei conti presentati dagli organismi pagatori dei Paesi membri, per le spese sostenute nell’ultimo esercizio finanziario della politica di sviluppo rurale 2007-2013, suona come un campanello d’allarme per l’Italia.

Nel complesso, i servizi comunitari hanno per il momento bocciato spese rendicontate per quasi 1,9 miliardi di euro (si consideri che lo stanziamento medio annuale di fondi Ue era di 1,3 miliardi). Dell’intera cifra bloccata, 1,7 è di competenza di Agea che provvede a gestire le erogazioni per il Psr di 13 Regioni italiane, oltre al programma della Rete Rurale Nazionale. Poi ci sono altri 175 milioni di euro che riguardano l’organismo pagatore della Calabria.

Di contro, le altre 7 regioni e provincie autonome italiane che hanno un proprio organismo pagatore con il quale provvedono a gestire le risorse della Pac e, nel caso specifico, del Psr, non sono passibili di alcuna contestazione e la Commissione Ue si appresta a riconoscere ufficialmente la completezza, l’esattezza e la veridicità dei conti a suo tempo trasmessi.

Per le spese in sospeso si apre una nuova fase, con ulteriori indagini da parte dei servizi comunitari e quindi con  la possibilità, per i due organismi pagatori sotto giudizio, di dimostrare la regolarità delle procedure seguite e non incorrere nelle correzioni finanziarie che implica il mancato trasferimento di fondi europei del fondo per lo sviluppo rurale (FEASR) già stanziati da Bruxelles.

Agea e l’organismo pagatore della Calabria dovranno dimostrare che i rilievi sollevati dall’esecutivo comunitario sono infondati e che le spese sostenute per pagare progetti e impegni approvati e/o liquidati nell’ultima fase di applicazione del Psr 2007-2013 rispettano le rigide norme europee sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della Pac.

Ecco di seguito alcune ulteriori specifiche indicazioni che emergono dalla lettura dei documenti che Agricolae.eu ha pubblicato in anteprima:

  1. Entro il prossimo 31 dicembre, la Commissione Ue assume la decisione di liquidazione dei conti delle spese finanziate con i Psr 2007-2013, relative all’ultimo esercizio di attuazione che va dal 16 ottobre 2014 al 31 dicembre 2015. E’ un periodo particolarmente importante, perché, essendo l’ultima fase per l’ammissibilità delle spese e per evitare il disimpegno automatico, ha registrato un vivace attivismo regionale e una conseguente forte concentrazione delle erogazioni dei fondi dei Psr a favore dei soggetti beneficiari.  In questi mesi c’è stata una vera e propria corsa da parte delle Regioni a spendere i fondi, altrimenti sarebbe scattata la regola del disimpegno automatico e le risorse sarebbero rimaste inutilizzate nei forzieri di Bruxelles.
  2. Gli organismi pagatori che in Italia provvedono alle erogazioni degli stanziamenti del Psr hanno provveduto nei tempi stabiliti a chiedere alla Commissione la liquidazione dei conti. In Italia ci sono 8 organismi pagatori regionali che gestiscono il  loro rispettivo Psr e poi c’è l’organismo pagatore Agea che gestisce i programmi rurali per le altre regioni (sono in tutto 13), oltre al programma della Rete Rurale Nazionale.
  3. Gli 8 organismi pagatori regionali sono attivi in Calabria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Bolzano, Trento, Emilia Romagna e Toscana. Le richieste di liquidazione dei conti di questi 8 organismi pagatori sono state accolte, fatta eccezione per la Calabria.
  4. La richiesta di liquidazione dei conti dell’organismo pagatore Agea non è stata accolta ed esige ulteriori indagini da parte dei competenti servizi della Commissione Ue.
  5. Per la Calabria la mancata liquidazione dei conti è dovuta a gravi irregolarità.
  6. Per Agea i motivi alla base della mancata liquidazione dei conti sono due. In primo luogo ci sono i problemi di conformità delle spese: in pratica ci sarebbero agevolazioni pubbliche concesse ai beneficiari per operazioni che non sarebbero conformi alle regole europee. Il secondo aspetto critico è la mancata attuazione di un piano di azione finalizzato ad ovviare a carenze nei controlli essenziali.

Nei prossimi giorni la decisione di esecuzione diventa ufficiale e sarà pubblicata sulla gazzetta europea. Intanto Agea e Arcea hanno qualche “gatta da pelare” e dimostrare la correttezza del loro operato nello gestire i fondi pubblici europei e nazionali.

Ermanno Comegna