“Oggi non si parla di giochi. E’ tutto rinviato a dopo il referendum”. Così al VELINO il coordinatore degli assessori finanziari Massimo Garavaglia in merito alla Conferenza Unificata dove governo, Regioni ed Enti locali da mesi cercano un’intesa sul riordino del settore. “Si sapeva che oggi il tema non era all’ordine del giorno”, aggiunge Garavaglia che alla domanda se possa essere fissato giovedì prossimo il nuovo incontro risponde: “No, l’8 a Milano ancora si festeggia Sant’Ambrogio. Ci vediamo il 15 dicembre”. E’ ottimista sulla possibilità che a metà mese si firmi l’accordo? “Dipende da cosa c’è dentro. Perché tutte le cose buone il governo le sta facendo prima del referendum. Dopo chissà...”, il sibillino commento di Garavaglia.

In materia di giochi, la posizione del governo espressa dal sottosegretario all’Economia con delega al settore Pier Paolo Baretta prevede il taglio del 30% degli apparecchi di gioco da realizzarsi entro il 2017, con l’eliminazione delle slot negli esercizi commerciali secondari e la loro sensibile riduzione in bar e tabacchi, la doppia classificazione – A e B – per le sale e per le vlt la riduzione della giocata da 500 euro che si punta almeno a dimezzare. Secondo il governo, una volta siglata l’intesa in Conferenza, i termini dell’accordo verranno presentati sottoforma di ordini del giorno o emendamenti alla legge di Bilancio che a partire dalla prossima settimana sarà al vaglio del Senato.