“Questa opportunità che arriva, non la buttiamo via per i nostri figli. Perché i danni di un No non si vedrebbero soltanto lunedì mattina, ma si vedrebbero soprattutto nella prossima generazione”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi intervistato da SkyTg24. Il premier ha sottolineato come la consultazione referendaria del 4 dicembre “non riguarda il sottoscritto, bensì la possibilità concreta di togliere le storture burocratiche dell’Italia” e ha poi aggiunto che “se vince il No rimane la Casta”. Renzi ha rimarcato come domenica non sia oggetto del voto la riforma elettorale, un tema che “non è argomento del referendum”. “Qualsiasi legge elettorale funziona con questa riforma – ha detto ancora il presidente del Consiglio -. Non è la riforma ad essere legata alla legge elettorale”. Secondo Renzi una riforma delle regole del voto “si può fare anche in 3 mesi, 6 mesi”. E poi sul che si oppone alla riforma spiega: “Abbiamo tutto il ceto politico contro perché vogliamo tagliare i fondi alla politica”.

Parole di soddisfazione sono state espresse Renzi sul fronte economico. Nel giorno in cui l’Istat ha confermato il rialzo del Pil il premier ha rimarcato come la crescita “sarà più alta delle stime del governo”. “Il Pil ha finalmente abbandonato lo zero virgola – ha detto Renzi -, con il governo dei tecnici era a 2,3 in meno. La crescita del 2016 sarà più alta delle stime del governo perché siamo stati più saggi, attenti e prudenti”. “Il debito pubblico per la prima volta inizia a scendere - ha aggiunto -. Poi mi rendo conto che è ancora alto, ma non l’ho fatto crescere io”, ha aggiunto. “Mi si può accusare di molte cose, ma ho 41 anni, il debito non è cresciuto con me, semmai ora sta scendendo - ha sottolineato ancora Renzi -. I dati dicono con chiarezza che il debito pubblico va giù, che il deficit va giù, che l’occupazione sale e che il Pil sale: questi quattro dati, però, io dico che sono ancora troppo poco”.