A seguito di un’articolata indagine coordinata dalla DDA di Roma finalizzata ad individuare i vertici delle organizzazioni criminali dedite ad organizzare il traffico di migranti, svolta dal Nucleo Speciale d’Intervento del Comando Generale della Guardia Costiera, sono stati eseguiti tre arresti a carico di cittadini eritrei, che a vario titolo sono risultati coinvolti nel “meccanismo” del flusso di immigrazione illegale. Meccanismo che, sempre più, cura l’organizzazione delle tratte per fini di guadagno a sprezzo della dignità dei migranti e sovente della loro incolumità. Lo comunica una nota della Guardia Costiera.

Proprio dalla denuncia di alcuni parenti di persone scomparse hanno preso origine le indagini. La Guardia Costiera - prosegue la nota -, da sempre impegnata a preservare la vita e la dignità delle persone costrette a effettuare pericolose e, spesso, tragiche traversate in mare a rischio della vita propria e dei propri cari, ha sottoposto all’attenzione della DDA di Roma alcuni dossier per indagare e risalire a chi organizza e favorisce questi traffici. I reati contestati, afferenti al tema del favoreggiamento dell’immigrazione, sono tutti aggravati dal fattore associativo ma anche dal numero delle persone sfruttate e dal pericolo per la loro vita. I tre arrestati, di età compresa tra i 30 e i 40 anni, sono stati fermati in diversi interventi nel territorio del Lazio: uno in provincia di Viterbo e due a Roma. Continueranno le indagini volte a contrastare le organizzazioni che mettono a rischio la vita dei migranti per fine di lucro, come le precedenti indagini “Agaish” e “Codice M”.