Il Teatro di Roma riaccende i riflettori sul ciclo di incontri LUCE SULL’ARCHEOLOGIA, terza edizione di un appuntamento ormai imperdibile per il pubblico romano, che nelle passate stagioni ne ha decretato un successo senza precedenti con lunghe code al botteghino e un teatro sempre gremito in ogni ordine di palchi. Sei appuntamenti – da gennaio ad aprile al Teatro Argentina, la domenica alle ore 11 (15 e 22 gennaio - 26 febbraio - 19 e 26 marzo - 23 aprile) – raccontano la millenaria storia di Roma e del suo impero attraverso un viaggio di parole, testimonianze e immagini, che è prima di tutto incontro con le forme di bellezza che hanno scandito i momenti decisivi della storia imperiale: da Pompei ad Atene alle meravigliose ville di lusso dell’aristocrazia romana. Storici, archeologi e studiosi d’arte, moderati dal professor Claudio Strinati, si confronteranno col pubblico sul terreno della passione per la civiltà romana e per le arti. Il teatro torna dunque ad essere luogo di incontro e condivisione, vero e proprio spazio di agorà civile, in cui i cittadini potranno interrogarsi e scambiare da vicino opinioni sulla storia romana e sui risvolti che la creazione di un nuovo modello sociale e culturale ha saputo produrre, trasformando territori e popoli in una communis patria. Tema della terza edizione, ROMA OLTRE ROMA, una riflessione che parte dal punto di vista storico, artistico e spirituale per intraprendere un viaggio nella millenaria storia della Capitale che non si ferma nei confini nazionali, ma abbraccia l’enorme bacino culturale che proprio da Roma si è espanso in tutto il mondo, saldando tra loro culture diverse e assai lontane.

Si parte domenica 15 gennaio con il primo appuntamento dal titolo Roma fondatrice di città: da Ostia alle colonie e ai municipi in tutta Italia. A raccontarci la romanizzazione del nostro Paese, l’archeologo Carlo Pavolini e Paolo Sommella, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Romani e Professore emerito di Topografia dell’Italia Antica a La Sapienza Università di Roma. Chiude l’incontro ALLA CITTÀ MORTA. PRIMA EPISTOLA AI ROMANI, breve performance di e con Daniele Timpano e Elvira Frosini, in scena ad inveire sulle macerie di una Capitale dimenticata. Un uomo e una donna, due cittadini della città eterna, forse vivi, forse morti, forse spettri, che parlano da sotto le macerie di Roma per fare un discorso alla “città morta”. Un’invettiva contro lo stato di cose che componeva uno dei 24 tasselli del progetto Ritratto di una Capitale. Domenica 22 gennaio secondo incontro sul tema Pompei: storia, leggenda e mito di una città romana. Viaggio nel mondo antico custodito da Pompei attraverso gli interventi di Massimo Osanna, soprintendente ai Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, insieme con lo storico dell’arte Claudio Strinati e Fausto Zevi, archeologo e professore emerito di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana. Si prosegue domenica 26 febbraio con “Le tranquille dimore degli Dei”, Ville di delizia dell’aristocrazia romana in età imperiale tra Lazio e Campania. A parlarci del gusto di vivere “alla greca”, negli “spazi dello spirito” come luoghi di cultura e di piacere intellettuale, saranno Eugenio La Rocca, professore di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana a La Sapienza, già Sovrintendente ai Beni Culturali del Comune di Roma, e Stefano Tortorella, professore di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana a La Sapienza e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici. Domenica 19 marzo due capitali a confronto con Roma e Atene. Memoria, conoscenza, immaginario. Come immaginarono i Greci la città di Roma prima di conoscerla dal vivo? A rispondere Luciano Canfora, storico del mondo antico e professore di Filologia Greca e Latina presso l’Università di Bari, Annalisa Lo Monaco, archeologa presso La Sapienza di Roma, e Elena Korka, archeologa ateniese e direttore generale delle antichità presso il Ministero della Cultura Greca. Domenica 26 marzo appuntamento con Schiavi di Roma. Il racconto della quotidianità di uomini, donne e bambini privati dei loro diritti, attraverso le ricostruzioni di Andrea Giardina, professore di Storia Romana presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, e Orietta Rossini, responsabile del Museo dell’Ara Pacis, Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma.

A chiudere il ciclo di incontri domenica 23 aprile La fine del mondo antico: da Roma a Costantinopoli. Saccheggi ripetuti, ben tre solo nel corso del V secolo, e il conflitto greco-gotico segnarono la fine della città antica, nel racconto di Alessandro Barbero, storico e scrittore, professore di Storia Medievale presso l’Università del Piemonte Orientale di Vercelli, e Massimiliano Ghilardi, direttore associato dell’Istituto Nazionale di Studi Romani. ROMA OLTRE ROMA è realizzata dal Teatro di Roma in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la Soprintendente ai Beni Archeologici di Pompei, la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, l’Istituto Nazionale di Studi Romani e con il mensile di archeologia Archeo. Il consenso avuto nelle due passata ediziono conferma che la “cura” del tesoro comune della memoria è indice di civiltà e che promuovere la conoscenza e la tutela dei beni culturali attiva nuova cultura e nuova civiltà.