"La sentenza della Corte costituzionale apre la strada a due referendum sui tre promossi dalla Cgil. Dispiace che la decisione della Corte tolga il ripristino dell'articolo 18 dalla possibilità di un pronunciamento degli elettori. La questione che il referendum abrogativo sull'articolo 18, come modificato dal governo Renzi, tentava di risolvere resta quindi - purtroppo - una ferita aperta nei diritti dei lavoratori. È auspicabile che il futuro parlamento affronti e risolva positivamente la ferita aperta dal jobs act. Dovremo tutti porre il ripristino dei diritti dei lavoratori come una condizione per il voto alle future elezioni politiche". Lo dichiara in una nota Alfiero Grandi, vice presidente del Comitato per il "No". "Restano ora in campo due referendum di grande valore - prosegue -: l'abolizione dei voucher e la responsabilità in solido sugli appalti. Non si può che appoggiare questi due referendum, la cui vera difficoltà sta essenzialmente nel raggiungere il quorum di validità. Se si raggiungerà il quorum il risultato dell'abrogazione è largamente possibile e dopo il 70 per cento di votanti al referendum costituzionale è un obiettivo raggiungibile".

"Ora governo e parlamento debbono garantire che le ventilate elezioni anticipate non diventino l'occasione per il rinvio dei due referendum - sottolinea ancora Grandi -. Quindi questi referendum vanno calendarizzati prima di un eventuale voto politico e in ogni caso va approvata una norma che, come nel 1987, garantisca la possibilità di votare per i referendum nello stesso anno di eventuali elezioni. Sappiamo infatti che il tentativo di fare slittare i referendum con la scusa del voto anticipato è forte. I Comitati per il No - conclude Grandi - si impegneranno a sostegno della vittoria del Sì in questi due referendum che pongono l'obiettivo di tutelare diritti essenziali dei lavoratori, in coerenza con la Costituzione, che per fortuna il referendum del 4 dicembre ha difeso e rafforzato".