"Tante compagnie di costruzione di auto torneranno ad investire in America, come Fiat e Ford e spero anche General Motor. Ora dobbiamo far tornare anche l’industria farmaceutica”. Lo ha detto il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump. Che nella prima conferenza stampa dopo l’elezione e a pochi giorni dall’insediamento ufficiale alla Casa Bianca ha detto: “Non vedo l’ora che arrivi il 20 gennaio. C’è un clima nuovo e grande ottimismo. Sono impaziente”. Un entusiasmo derivante dai risultati già ottenuti solo con la moral suasion. Messi in campo per sollecitare nuovi investimenti sul suolo americano.“Se l’elezione non fosse andata come è andata non ci sarebbero questi investimenti e questo nuovo clima. Sarò il produttore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra”.

Il presidente eletto si è poi soffermato sui prossimi obiettivi: le case farmaceutiche e il settore militare. Quello dei farmaci “è una lobby molto potente: c’è poco controllo e dobbiamo fare in modo che le gare d’appalto siano trasparenti”. Quanto agli F35 “siamo indietro ed prevista una spesa di troppi miliardi in più di quello che era stato preventivato. Faremo in modo di tagliare i costi e migliorare la competizione. Faremo grandi cose”, ha detto Trump letteralmente bersagliato dai giornalisti sulla questione dei suoi rapporti con la Russia. In particolare sulla fuga di notizie in base alla quale sarebbe ora ricattabile. "Voci forse messe in giro dalla stessa intelligence. Se fosse così sarebbe una macchia indelebile” ha detto il presidente eletto che ha voluto chiarire: “Non ho accordi con la Russia”. Se a Putin piace Donald Trump “è una cosa positiva. Ma non credo che sarai meno duro con lui, nel caso i rapporti non si rivelassero buoni come mi auguro, di quanto non lo sarebbe stata Hillary Clinton. Ma fatemi il piacere, chi può credere ad una cosa del genere?”.

“Non ho pendenze in quel Paese” ha detto Trump sempre riferendosi ai suoi affari in Russia. E tanto per chiarire la portata dei suoi business ha detto: “durante il weekend mi sono stati offerti due miliardi di dollari per una serie di accordi a Dubai e ho detto di no anche se potevo non farlo. Ho detto di no perchè non voglio trarre vantaggio dalla mia posizione anche se non c’è una clausola sul conflitto di interessi. Potrei guidare i miei affari e fare il presidente, ma non voglio”.

Tornado all’affare dei cyberattacchi, Trump si è detto convinto che dietro a queste attività ci sia stata probabilmente la Russia, ma non solo: forse anche la Cina ed altri paesi. “Del resto se perdiamo 22 milioni di nomi selezionati accuratamente c’è qualcosa che non va. Per questo abbiamo pensato di insistere per la creazione di un muro di difesa mettendo al lavoro le sei migliori menti mondiali nel campo informatico” ha detto Trump. Che è tornato a parlare degli attacchi informatici subiti dal Comitato del partito Democratico. “Era privo di sistemi di sicurezza, praticamente senza protezione. E non è stato in grado di difendersi. Noi dobbiamo farlo, per il nostro paese”.