“I dati relativi al 2016 diffusi in questi giorni dalla Banca d'Italia e dall'Istat mostrano rispettivamente un'evoluzione più virtuosa del debito pubblico rispetto alle attese e una crescita dell'economia reale migliore di quanto programmata ad ottobre nel DBP (0,9 per cento contro lo 0,8 atteso). La minore crescita dello stock del debito rispetto alle previsioni è stata a sua volta determinata dal buon andamento dei saldi di cassa. In occasione della predisposizione del Documento di economia e finanza il Governo aggiornerà le previsioni di crescita economica per il 2017 e per gli anni successivi, e terrà conto dei dati di consuntivo del 2016 su PIL, indebitamento netto e debito pubblico; inoltre, si valuteranno possibili revisioni alle variabili internazionali esogene (prezzo del petrolio, tasso di cambio, politica monetaria, eccetera) e il loro impatto sull'economia. Le previsioni di finanza pubblica per il 2017 saranno basate su un nuovo quadro economico complessivo in cui la crescita reale del PIL non sarà l'unica determinante; conterà l'andamento di tutte le variabili che influenzano le basi imponibili e le dinamiche della spesa. Tale aggiornamento consentirà, pertanto, di valutare con maggiore precisione le previsioni a legislazione vigente, e quindi l'entità delle misure correttive di bilancio eventualmente necessarie”. Lo ha detto Luigi Casero, vice ministro dell'Economia e delle Finanze, in un’interpellanza urgente in Aula alla Camera in cui si chiedevano chiarimenti sulle misure di bilancio correttive da adottare con urgenza per ricondurre l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche al livello richiesto dalla Commissione europea (dal 2,3 per cento del PIL programmato dal Governo nell'ultimo Draft Budgetary Plan per il 2017 a circa il 2,1 per cento) e scongiurare così l'apertura di una procedura di infrazione.

“In merito alla composizione delle misure di bilancio, il Governo – ha spiegato il viceministro - sta valutando sia misure dal lato delle entrate sia misure dal lato della spesa. In linea con la strategia di bilancio adottata negli ultimi anni, l'impostazione prudente della politica fiscale sarà bilanciata con l'obiettivo della stabilizzazione dell'economia. Si tratta di misure scelte per l'impatto particolarmente contenuto sulla crescita e tenuto conto degli effetti distributivi. Sono esclusi interventi sulle imposte sui redditi e sui profitti delle imprese, mentre verranno rafforzati gli strumenti messi in campo per ridurre l'evasione e incentivare il pagamento spontaneo da parte dei contribuenti”. E ancora:”In merito all'impatto delle misure prefigurate sulla crescita, le valutazioni del Governo sono in linea con quelle formulate anche dall'Ufficio parlamentare di bilancio, secondo cui gli effetti sul PIL 2017 delle misure correttive e aggiuntive dovrebbero essere particolarmente limitate. Si sottolinea che a queste misure di contenimento della spesa e di aumento delle entrate si accompagneranno misure espansive: si intende, infatti, stanziare una cifra superiore a un miliardo di euro per affrontare le conseguenze dell'ultima scossa di terremoto e, in generale, dell'attività sismica di questi mesi per sostenere le popolazioni colpite dal sisma e per far fronte all'emergenza”.

Casero ribadisce quanto affermato dal numero uno dell’Economia Pier Carlo Padoan: ”L'ipotesi di una possibile procedura di infrazione è estremamente allarmante e va scongiurata. Un aggiornamento della dinamica del saldo di finanza pubblica strutturale è quindi indispensabile per evitare l'apertura di tale procedura, che comporterebbe una riduzione di sovranità sulle scelte di politica economica e costi ben superiori alla finanza pubblica del Paese in termini di sottrazione di risorse per il settore pubblico, per la crescita, per l'occupazione, a seguito del probabile aumento dei tassi di interesse. La ragione principale per cui è necessario evitare la procedura di infrazione oggi è dunque semplice: occorre evitare che aumenti di spesa per gli interessi pagati sul debito pubblico possano appesantire la crescita. È da notare che la spesa per interessi del 2016 è stata inferiore alla spesa del 2012 di circa 17 miliardi di euro, l'equivalente di un punto di PIL. È quindi indispensabile persistere nello spendere risorse per fare investimenti pubblici e produrre beni pubblici”.

Per concludere, “il Governo – dice Casero - intende continuare ad utilizzare tutti gli strumenti di politica economica a sua disposizione per permettere all'economia di tornare su un sentiero di maggiore crescita, in linea con la raccomandazione della Commissione europea e con quelle dell'OCSE, che proprio ieri ha presentato la Survey sull'Italia per il 2017, la revisione selettiva delle spese fiscali, tax expenditure, e le nuove priorità di spese che saranno finalizzate a supportare la crescita inclusiva basata sull'occupazione, consumi e riduzione delle disuguaglianze sociali. Le riforme sul mercato del lavoro e sui prodotti, quelle relative alla pubblica amministrazione e al sistema giudiziario nonché gli strumenti messi in campo per stabilizzare il sistema bancario costituiscono elementi di un disegno unitario all'interno del quale gli effetti benefici derivati da ciascuna azione rafforzeranno gli altri e rafforzeranno la crescita”.