Non c’è per ora “nulla di concreto”, “nessuna ipotesi sul tavolo”, né su una possibile proroga di cinque anni delle attuali concessioni per le scommesse, né su un eventuale raddoppio della cosiddetta “tassa della fortuna” che - secondo indiscrezioni – potrebbe passare dall’attuale 6 per cento al 12,5 su vincite di importo superiore ai 500 euro. A precisarlo al VELINO è il sottosegretario all’Economia con delega ai Giochi Pierpaolo Baretta. La proroga fino al 2021 delle attuali concessioni scommesse scadute lo scorso 30 giugno “è una ipotesi che finora non è mai stata presa in considerazione”, sottolinea, dunque è da escludersi secondo il sottosegretario che possa essere inserita nel Milleproroghe che dopo essere stato approvato ieri dall’Aula del Senato arriverà alla Camera dei deputati dove deve avere il via libera entro il 28 febbraio.

Alla domanda se si stia pensando a delle misure per avere maggiori risorse dal settore dei giochi in vista della manovra correttiva chiesta all’Italia da Bruxelles, Baretta dice soltanto: “Quando faremo la manovra correttiva valuteremo come farla”. In ogni caso ribadisce che le concessioni scommesse e la riforma che si sta cercando di chiudere in Conferenza Unificata fra Stato ed Enti locali sulla distribuzione e le caratteristiche dei punti di gioco sono “totalmente indipendenti”. Infine, sulla tempistica dell’accordo spiega: “Non è stata per il momento individuata una nuova data. Ci sono contatti in corso con gli enti locali e il mondo associativo per trovare una soluzione condivisa”.