“Il dibattito nel Pd non c’interessa, i riposizionamenti della politica non hanno nulla a che fare con Dema un movimento partito dal basso e cha ha portato un’esperienza di governo cittadino da cui si deve ripartire. Non abbiamo fretta di presentarci alle urne: ci stiamo organizzando. Alleanze? Certo non con chi ha votato il Job’s Act”. Parla al VELINO Claudio de Magistris, uomo macchina del movimento politico Dema, Democrazia e Autonomia, che vede al vertice il fratello Luigi, sindaco di Napoli al secondo mandato.   “Dema nasce quasi due anni fa come associazione che faceva dell’attivismo il fulcro di un’esperienza poi diventata realtà amministrativa con l’elezione di Luigi de Magistris. E’ chiaro che il know how acquisito alla guida di una città come Napoli, tra cose positive e negative, è la base per costruire un soggetto più ampio. Tutto è cominciato lì, quando abbiamo sparigliato un sistema di potere e la voglia di politica è arrivata da sola, senza l’appoggio dei partiti, alla guida di una metropoli. Ora non abbiamo fretta di presentarci alle urne. Alle amministrative comunque, in particolare nell’area metropolitana di Napoli saremo attivi, ma prima pensiamo a strutturare al meglio Dema”.   Sul dibattito interno al Pd Claudio de Magistris è netto: “Non c’interessa, lo vediamo come una voglia di riposizionamento dei singoli. Appreziamo le attestazione di stima che sono arrivate da Michele Emiliano, da Nicky Vendola, ma parlare di alleanze è a dir poco prematuro, tanto più che Dema non potrà stringere patti con chi, in quell’area politica, ha sostenuto il Job’s Act o riforme scellerate come “la Buona scuola” o peggio ancora quella costituzionale, per fortuna arginata dagl’italiani”.   Tra il sindaco di Napoli e Matteo Renzi non c’è mai stato un buon rapporto, chi allora potrebbe essere visto come futuro possibile interlocutore per Dema e per la città? “Non appoggiamo nessuno, diciamolo chiaramente - scandisce Claudio de Magistris – posso dire che ci sono ottimi rapporti con Michele Emiliano ma come li abbiamo con alcuni esponenti di Sinistra Italiana. Questo non significa che Dema è pronta a conlfuire in un nascente progetto politico di sinistra, non a caso ci chiamiamo Democrazia e Autonomia, due parole che la dicono lunga. C’è da dire anche che in questi giorni le chiacchiere abbondano, del resto sono le carnevalate della politica dei partiti. Noi preferiamo i movimenti di lotta, le realtà territoriali, i giovani e gli amministratori con i quali ci confrontiamo, su temi concreti, ogni giorno.  Peccato avere un ottimo rapporto con l’elettorato 5 stelle ma non con la gestione del Movimento che ha assunto una deriva assolutamente anti democratica”.   Infine un passaggio sull’inchiesta listopoli: candidati alle amministrative a loro insaputa nelle liste che facevano capo a Valeria Valente, in corsa a sindaco per il Pd contro de Magistris.  “Onestamente non credo che Valeria sia capace di architettare simil vicende, l’episodio è spiacevole: nel merito, ci penserà la magistratura, il danno è invece, ancora una volta, per i cittadini che leggendo notizie come queste, non fanno altro che allontanarsi dalla politica. Ciò detto non ci accodiamo a quanti chiedono le dimissioni di Valeria Valente”.