“Il Partito Democratico a Napoli si è guadagnato una pessima reputazione, e penso che allo stato attuale non abbia alcuna credibilità di fronte alla città e ai suoi elettori, fatto salvo il merito personale di tante e tanti che ancora oggi vi dedicano tempo e impegno. Il congresso potrebbe rappresentare una opportunità, ma dovrebbe essere un congresso di rifondazione, di discussione vera ed aperta ai cittadini, alle associazioni, ai movimenti. Non possiamo assistere ad una conta interna tra le correnti che hanno fatto il bello ed il cattivo tempo, e che dovrebbero interrogarsi criticamente, visti i recenti risultati”. Così a Il Velino, la democrat, Anna Maria Carloni, deputata e membro della IX Commissione “Trasporti, Poste e Telecomunicazioni”. “La situazione del Pd a livello nazionale? Io sono nettamente contraria alla scissione. Penso che in questo momento stia al segretario Renzi in primis compiere quegli atti che potrebbero evitarla. Con la scissione a sinistra tutti ne uscirebbero sconfitti, soprattutto il Partito Democratico e il suo progetto”. “Si, sono preoccupata dello stato del PD – ha aggiunto la deputata - e della brutta piega della discussione interna. Servono serietà e impegno, e meno personalismi”. “A partire da cosa? Al primo posto dell’agenda del PD e del Governo dovrebbe esserci il lavoro. Soprattutto a Napoli e nel Meridione, noi parlamentari entriamo a contatto con situazioni pazzesche, di grande miseria e difficoltà. In questo momento, il Sud è ben lontano dall’agganciare la ripresa, visto che, secondo l’ultimo rapporto SVIMEZ, mancano all’appello ancora 500.000 posti di lavoro per tornare ai valori pre-crisi, vale a dire di dieci anni fa”. A Napoli intanto sta nascendo una nuova realtà politica, quella guidata dal sindaco Luigi de Magistris e dal fratello Claudio: “Penso che, prima ancora delle persone, l’importante sia la politica. Su temi come la sicurezza, il Sindaco sembra quasi voler sottovalutare il problema, spostando l’asse del discorso sulla narrazione della città. Non è importante che sia amministrativamente competente o meno: il Sindaco rappresenta tutta la comunità, e i napoletani guardano a lui quando le cose non funzionano. Poi, che sia competenza di un ufficio o di un altro, non è questione che interessa al cittadino, soprattutto ad un cittadino spaventato”. Chiara la Carloni, anche sulle azioni da mettere in campo sull’emergenza criminalità: “Bisogna farsi carico delle necessità di sicurezza della propria città. Mi sembra che il Sindaco tenda a evitare questi argomenti, ma poi i problemi si palesano lo stesso, e se non vi si da una risposta a sinistra, che ha come punto cardine la tutela delle fasce sociali più deboli, sir ischia di dare spazio alla destra stile Trump, Le Pen, Salvini. Rischiamo un tipo di risposte che minano profondamente la coesione sociale”. Sulla prevenzione, cosa dovrebbe fare de Magistris: “Semplicemente il Sindaco. Attuando tutte quelle misure di prevenzione che si mettono in campo attraverso la cura del territorio. Penso all’illuminazione, visto che un quartiere insicuro è prima di tutto un quartiere buio. La cura dei giardini, per dare veri spazi di socializzazione ai bambini, alle famiglie e togliere luoghi alle piazze di spaccio. Coinvolgere le associazioni civiche, promuovendo l’educativa territoriale, una pratica che cooperative sociali come 'L’Orsa Maggiore' ( http://www.orsamaggiore.net/ ) a Soccavo sanno ben fare,seguendo i dettami della legge 285 del 1997 per la promozione dei diritti e delle opportunità per l’infanzia e l’adolescenza ( http://www.camera.it/parlam/leggi/97285l.htm ). Poi, la scuola, con tutte le forze possibili, rafforzando con la Regione, che è titolare dell’iniziativa, il progetto ‘Scuola Viva’. Spingere l’ASL ad un controllo specifico sugli animali, come i cani che vengono addestrati per il combattimento, tenuti in cattività ed esibiti a scopo intimidatorio in quei quartieri. Infine, la videosorveglianza: ad oggi, le uniche telecamere che funzionano in alcuni quartieri sono quelle della camorra, che le usa per proteggere le proprie piazze di spaccio. Ovviamente, si risponderà che non è competenza del Comune, un atteggiamento che Palazzo San Giacomo non si può più permettere”. E’ stato un impegno positivo quello a favore della sicurezza della città, ma c’è tanto ancora da fare: “Il primo passo è stato presentare un’interrogazione sullo stato del Rione Traiano ( http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/15520&ramo=CAMERA&leg=17), alla luce degli ultimi agguati di camorra, che hanno visto anche una giovanissima vittima di 21 anni. Apettiamo la risposta del Ministro, e vediamo cosa ha da dire sull’argomento. Avevo già proposto - ha poi concluso - , nella passata legislatura, un rafforzamento delle forze dell’ordine di prossimità, e credo che su questa strada si debba insistere, con un’attenzione maggiore ad un tema: il presidio del territorio dev’essere costante, ed al contempo si deve prevedere una rotazione e un ricambio degli agenti dei diversi corpi di polizia, al fine di prevenire e contrastare possibili fenomeni collusive”.