Wanda Ferro è ufficialmente una consigliera regionale della Calabria. L’ex candidata alla presidenza si è insediata oggi dopo l’approvazione della convalida da parte dell’assemblea regionale e ha aderito al gruppo Misto. Ferro, che è stata accolta da un lungo applauso, si è vista riconoscere il diritto a un seggio da una sentenza del Tar, successiva alla pronuncia della Corte costituzionale che ha abrogato parzialmente la legge elettorale regionale proprio nella parte in cui prevedeva l’esclusione del migliore candidato governatore perdente. A lasciarle il posto è stato Giuseppe Mangialavori, eletto nella lista Casa delle libertà. L’ex consigliere regionale ha comunque presentato ricorso al Consiglio di Stato invocando l’esclusione o di Ennio Morrone o di Nazzareno Salerno (attualmente in carcere in seguito all’indagine “Robin Hood”).

“Desidero rivolgere - ha detto Ferro - un ringraziamento per l’accoglienza che mi è stata riservata. Non posso nascondere il dispiacere per l’esclusione di Giuseppe Mangialavori, un uomo che stimo come politico e come professionista e che, sono convinta, sarà ancora un grande interprete dei bisogni dei calabresi”. “Per me oggi - ha continuato - è come il primo giorno di scuola, un momento atteso e sofferto. Un’emozione diversa rispetto a quando sono diventata presidente della Provincia di Catanzaro proprio per il modo in cui è arrivata. Ci sono arrivata da privatista, ho studiato tra la gente condividendone le ansie e le aspettative. Ai calabresi dico: scusate per il ritardo, anche se non è colpa mia”. “In questi due anni - ha aggiunto Ferro - non mi sono persa molto perché non c’è stato quello scatto che i calabresi si aspettavano. Ribadisco la necessità di riconoscere le responsabilità perche si è creato un grande vulnus nel sistema democratico calabrese. Il governatore Mario Oliverio è stato mio avversario politico ed è nelle regole del gioco. Peccato che lo sia stato anche quando la giunta si è costituita in giudizio contro la mia elezione. Ora è stato riconosciuto il mio sacrosanto diritto di sedere in questo banco. Il ringraziamenrto va alla magistratura”.