“Il ministro Luca Lotti, fedelissimo di Matteo Renzi, deve tornarsene a casa. I reati di cui lo accusa la magistratura sono ombre troppo pesanti e incompatibili con la sua carica di ministro. Lotti è indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento: i magistrati ritengono che le sue ‘soffiate’ ai vertici Consip abbiano mandato all’aria un’inchiesta delicatissima per corruzione, proprio mentre l’indagine stava per arrivare a Tiziano Renzi e all’amico di famiglia Carlo Russo, finiti entrambi indagati per traffico di influenze. A dire ai pm che la soffiata arrivava da Lotti sono due fedelissimi renziani: l’ad Consip, Luigi Marroni, e l’ex consigliere economico di Renzi a Palazzo Chigi, Filippo Vannoni. In questa storia qualcuno mente, ma tutti sono ancora al loro posto”. Lo afferma il Movimento 5 Stelle in un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, dove viene anche trasmessa la diretta della mozione di sfiducia presentata dai grillini nei confronti del ministro dello Sport che nel frattempo è partita a Palazzo Madama con la pentastellata Paola Taverna che ha concluso l’intervento di apertura: “La repubblica degli amici degli amici è quella che abbiamo davanti, tutti allineati”, ha detto la parlamentare. “Lotti quindi non si tocca e vorremo sapere perché: forse perché è il braccio destro di Renzi e potrebbe far cadere il governo e si andrebbe alle elezioni?” o per “non perdere la pensioncina”. “Chieda scusa agli italiani” e “vada a casa” visto che in questi anni “si è fatto molti amici” e “se non dovesse essere più protetto da Renzi può sempre contare su Verdini”, ha detto la Taverna.

LOTTI – La mozione di sfiducia “mette in discussione quanto di più prezioso ho: la mia moralità. Mi rivolgo a voi per respingere con determinazione questo tentativo. I fatti sono chiari: non ho mai avvisato l’ingegner Marroni né mai passato altra informazione riservata. Sostenere altro significa incorrere nel reato di calunnia”. Lo ha detto il ministro dello Sport Luca Lotti intervenendo in aula sulla mozione si sfiducia che lo riguarda. “I magistrati che svolgono con dedizione professionale il loro lavoro hanno avuto accesso a tutta la documentazione e i miei avvocati stanno collaborando a pieno regime – ha aggiunto –. Ho interesse alla verità perché porterà con sé le responsabilità di chi ha mentito. Qui trovate un cittadino, parlamentare e ministro pro tempore che ha fiducia nella giustizia. Vorrei che si potesse correre perché so che ne io ne i miei collaboratori abbiamo fatto alcunché”. “Accetto la strumentalizzazione a testa alta e a viso aperto: a chi sputa sentenze oggi dico vi aspetto in tribunale. Le sentenze le fanno i giudici non i blog – ha detto Lotti –. Non sono così sprovveduto da pensare che sia la vicenda Consip il vero oggetto della mozione di sfiducia. Come mai si presenta solo adesso? È in atto un tentativo di colpire me non per quello che sono, ministro dello Sport, ma per quello che nel mio piccolo rappresento: si mette in discussione lo sforzo riformista di questi anni”. “A chi ha presentato questa mozione dico: non accetto lezioni di moralità da un movimento fondato da un pregiudicato”.

GLI ALTRI INTERVENTI – Decisi anche gli interventi successivi a partire dal senatore Mdp Miguel Gotor: “Chiedo che il ministro Lotti con la delega al Cipe si dimetta dal suo incarico, ma, se decide di rimanere, Gentiloni valuti la sospensione delle deleghe in particolare quella al Cipe che rischia di diventare di imbarazzo”. Gaetano Quagliariello (Idea) si dice “perplesso” sull'istituto della mozione di sfiducia individuale ma “il comportamento del governo” risulta “contraddittorio e francamente incomprensibile”. “A fronte di tutto ciò - dice il leader di 'Idea' - abbiamo un governo che difende il ministro accusato ma nei fatti difende anche l'accusatore, lasciandolo al suo posto”. Per questo “chiediamo al presidente Grasso di calendarizzare al più presto la nostra mozione, che chiede l'azzeramento dei vertici Consip e la sospensione di tutte le gare”.

Per Manuela Repetti del Misto la mozione rappresenta “uno strumento indebito di lotta politica che mette in luce l'inaridimento e l'imbarbarimento della politica italiana” a cui “bisogna porre fine”. “Sono fermamente convinta dell’assurdità di questa mozione, perché' certa della sua onestà”, ha detto la Repetti scagliandosi contro i Cinque Stelle: “Come si fa ad essere garantisti solo con gli amici e gli altri si arrangino!”. “Crediamo nella presunzione di innocenza e al momento non ci sono prove così schiaccianti nei confronti nel ministro Lotti, ma in politica parlano i precedenti: Renzi chiese le dimissioni della Cancellieri dicendo che loro erano diversi, e Franceschini quelle di Bondi. Perché il presidente Gentiloni non applica lo stesso criterio di precauzione?”, ha detto Corradino Mineo di SI intervenendo in aula. Per Peppe de Cristofaro (di Misto – SI – SEL) “sarebbe stato giusto, responsabilmente, fare un passo indietro momentaneo che non avrebbe significato ammissione di colpa ma prova di responsabilità. Trovo ingiusto e sbagliato che ministro e governo non abbiano avuto questa sensibilità e per questo voteremo a favore delle dimissioni”. Enrico Buemi (Per le Autonomie) ha sottolineato che il suo gruppo non voterà la sfiducia, mentre Vincenzo D'Anna (Ala) ha parlato di mozione di sfiducia che vale “meno di quattro soldi” e di “vuota ed inutile ipocrisia”: “Non possono colpire l'ex premier? Beccano il suo fedelissimo o un suo familiare”.

Per il vicepresidente dei senatori di Area popolare Ncd - Centristi per l'Europa, Bruno Mancuso “ci troviamo oggi a decidere su una mozione vuota di contenuti e densa di artificiose motivazioni che hanno lo scopo evidente di gettare ombre sull'operato politico di un ministro che si è distinto per impegno, entusiasmo e dedizione verso il proprio lavoro. Per quanto ci riguarda questa sfiducia è come una casa costruita sul fango, senza fondamenta, crollata prima di nascere". Infine Maurizio Gasparri (FI) ha ricordato che la posizione di Forza Italia è “nota da tempo, non crediamo alle mozioni di sfiducia individuali”, ma “non c'è nessuno scambio, il nostro giudizio sul governo e sui protagonisti della vita politica, anche recente, è molto critico”. Mentre Andrea Marcucci (Pd) ha parlato di “furia giustizialista” e ha chiesto alla magistratura di “fare presto e bene. Lotti è estraneo ad ipotesi di reato riguardo a tangenti o soldi. Non si è mai occupato di Consip, non esistono intercettazioni telefoniche”. Al momento sono i corso le dichiarazioni di voto finali.