Tutta l’Europa è stata con il fiato sospeso per le elezioni in Olanda. Si temeva l’affermazione della destra populista di Geert Wilders ma alla fine, seppur in calo rispetto ai risultati precedenti, ha vinto il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) del premier liberale, Mark Rutte che si avvia quindi a un secondo mandato. Forte l’affluenza alle urne con la partecipazione dell’81% degli aventi diritto. I negoziati per la formazione del nuovo governo inizieranno già giovedì. “L’Olanda ha detto no al populismo dopo la Brexit e Trump”, sono state le prime dichiarazioni del riconfermato premier olandese. “Grazie per questa vittoria che avete dato all’Olanda, ma anche all’Europa - ha detto Rutte ai suoi sostenitori - adesso siamo impegnati per mantenere il paese stabile, sicuro e caratterizzato dal benessere”. “No #Nexit la destra anti UE ha perso le elezioni in Olanda. Impegno comune per cambiare e rilanciare l'Unione”, ha twittato il premier italiano Paolo Gentiloni. Il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker si è congratulato al telefono con il primo ministro olandese per la sua "chiara vittoria", ha riferito il portavoce Margaritis Schinas. Per Juncker, "un voto per l'Europa" è "un voto contro gli estremisti". Wilders ha ringraziato ugualmente gli elettori via Twitter: "Abbiamo guadagnato seggi, il primo obiettivo è raggiunto. E Rutte non mi ha fatto fuori". Il leader di destra afferma poi di essere pronto a entrare in una coalizione di governo, anche se tutti gli altri schieramenti lo hanno escluso. "Vorrei partecipare al governo - ha detto Wilders - ma se ciò non fosse possibile voteremo comunque a favore sui temi che a noi sono più cari".