Nessuna subalternità alla Cgil o vittoria dei sindacati rispetto all’esecutivo. “Non era un campo di gara tra governo e Cgil. Il tema è come questo paese regola i rapporti di lavoro all’interno di un crisma di legalità”. Lo ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al termine del Cdm. “Siamo di fronte a un decreto che abroga delle norme. Abbiamo fatto questa scelta di fronte al referendum abrogativo che non prevede una modificabilità delle norme. Il mercato italiano del lavoro è stato largamente modificato con jobs act ma è improprio collegare i voucher al jobs act”. Poletti ha ammesso che il governo ha ritenuto “più efficace” abrogare la norma e “aprire un tavolo di confronto con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali per affrontare il tema del lavoro discontinuo e occasionale. Abbiamo già un dialogo aperto di confronto sotto un titolo generale ‘come cambia il lavoro’: dentro questa riflessione inseriamo una puntuale ipotesi d’intervento sul lavoro occasionale”.

I voucher già acquistati potranno comunque essere usati fino al prossimo 31 dicembre, ha chiarito Poletti ammettendo che “è presto per capire i tempi e fare valutazioni politiche. Abbiamo usato il lavoro della commissione e ora i tempi della discussione saranno quelli della discussione parlamentare – ha detto il ministro chiarendo trattarsi di un unico decreto –. Certo noi pensiamo che bisogna convertirlo presto”. Parlando di rischi per l’aumento del lavoro nero il ministro ha sottolineato che “esiste” però “sappiamo anche che il lavoro nero è vietato”. Nel corso del Consiglio dei ministri è stato anche affrontato il tema della responsabilità solidale negli appalti dove “abbiamo utilizzato sostanzialmente gli elementi presenti nel quesito referendario”, ne e' stato “colto l'impianto” e pertanto “non si introduce una cosa radicalmente innovativa ma si riporta alla sua origine” anche considerando che alla commissione Lavoro della Camera “é attivo un lavoro”.