Ciò che avrebbe dovuto suscitare scalpore non è la sentenza del tar Toscana che ha bocciato l’ordinanza sui limiti orari al funzionamento delle slot firmata dal sindaco di Firenze Dario Nardella, quanto piuttosto l’”en plein” di vizi di illegittimità (formale e sostanziale) che il testo di quell’ordinanza è riuscito ad accumulate. E’ quanto sostiene una nota dell'avvocato Chiara Sambaldi del Centro Studi Astro, associazione di gestori slot, che sottolinea come il Tar ha evidenziato “la contraddittorietà dell'ordinanza sindacale, rispetto al contributo istruttorio del Direttore Sanitario dell'Azienda USL Toscana Centro”. In particolare sono generiche, indimostrate e non supportate da riferimenti a studi scientifici o dati statistici idonei a giustificare la conclusione di maggior pericolosità, le considerazioni relative alla particolare dannosità delle “slot e videolottery”; “Ciò che dovrebbe suscitare scalpore - prosegue la nota di Astro - è l’en plein di vizi di illegittimità che il provvedimento annullato è riuscito ad accumulare, concentrando su di sé ogni possibile ordine di censura giudiziale”. Secondo l’associazione c’è ancora un profilo importante da approfondire: "attiene alle conseguenze che una siffatta censura di legittimità può generare, laddove un provvedimento restrittivo di attività economiche lecitamente insediate e autorizzate si riveli affetto – non già – da qualche sanabile vizio di forma – bensì da un consapevole esercizio abnorme dell’azione amministrativa".