Dal 28 marzo al 9 aprile al Teatro India di Roma Lisa Ferlazzo Natoli torna in scena con un nuovo allestimento di LEAR DI EDWARD BOND, che vede protagonista Elio De Capitani nel ruolo di Lear. Riscrittura contemporanea della celebre opera shakespeariana del grande drammaturgo britannico Edward Bond, lo spettacolo è una riflessione sull’indissolubile rapporto tra uomo e potere. Una parabola della violenza, dell’orrore, delle guerre disseminate nel mondo e dei rapporti di forza, pubblici e privati, che la regia di Lisa Ferlazzo Natoli traduce in scena come una favola nera dalle dimensioni imponenti, con violenza tragica ed esplosiva, da teatro elisabettiano. Trentacinque personaggi per otto attori che si muovono sul palcoscenico nudo attraversato da impalcature di tubi metallici su cui si stendono drappi semitrasparenti. La costruzione richiama le rovine di un palazzo sontuoso, radicando però nel mondo contemporaneo il senso di distruzione che emana dai suoni e dagli ambienti. E tutt’intorno, silenzioso e ossessivo, il muro, evocato negli spazi e nei sotterranei insondabili delle anime dei personaggi. Ricordo antico e attualissimo, che chiude e imprigiona in recinti sempre più claustrofobici e violenti tutta la nostra Storia.

Nel suo Lear Bond racconta della violenza in ogni sua forma, da quelle private a quelle più sapientemente democratiche; non a caso l’intera vicenda ruota intorno a una compressione, a uno stato di pericolo diffuso, in cui Lear – autocrate paranoico – costruisce un muro per tenere fuori i nemici. Grande racconto contemporaneo della violenza e dell’orrore, lo spettacolo – una coproduzione Teatro di Roma, Teatro dell’Elfo e lacasadargilla – si dipana lungo la costruzione di questo muro, difesa, frontiera e immenso monumento del potere. Lear parla di Berlino, di quelle cortine di ferro che potrebbero sembrarci un ricordo antico, e ci costringe oggi a rintracciare quelle altre mura che sempre più alte, ci chiudono in un cosiddetto centro ‘civile e sicuro’ ridotto a una silenziosa periferia dell’anima. E nel cuore del testo le sanguinose violenze – linguistiche, fisiche e allucinatorie – che i personaggi sembrano destinati a reiterare. In questa pericolosa architettura, sempre sul punto di precipitare, si innesta il cast di attori con Elio De Capitani, nel ruolo di Lear, a cui si affiancano Fortunato Leccese (Il Consigliere; Soldato K; Un Sergente; Soldato Ribelle Ferito; Il Figlio del Contadino), Anna Mallamaci (Il Capomastro; Cordelia; Susan), Emiliano Masala (Il Terzo lavoratore; Nord; Il Ragazzo; Il Fantasma del Ragazzo), Alice Palazzi (Fontanelle), Pilar Peréz Aspa (Bodice; La Moglie del Contadino), Diego Sepe (Un Ufficiale; Cornovaglia; Soldato A; Il Carpentiere; L’Inserviente; Thomas), Francesco Villano (Warrington; Il Giudice; Soldato I; Il Medico della Prigione; Un Contadino; L’Uomo Piccolo).

Il filo narrativo disegna, con un linguaggio crudo e poetico, le violenze, gli intrighi e le guerre che dal muro prendono vita: Lear, autocrate che molto somiglia a tanti capi di Stato moderni, si dedica alla costruzione del muro per separare e proteggere il proprio stato dai nemici confinanti. Le figlie Bodice e Fontanelle gli si ribellano causando una guerra sanguinosa e una lunga catena di abusi – privati e di Stato. Divenuto loro prigioniero e poi liberato, Lear è accompagnato e al contempo ossessionato dal fantasma del figlio di un becchino, la cui gentilezza verso il re lo ha portato alla morte. All’orizzonte si muovono forze ribelli che, una volta preso il potere, tortureranno il re e ne uccideranno le figlie. Dopo un arco di intrighi e violenze Lear si lascerà uccidere da un giovane soldato, proprio mentre prova a smantellare il muro da lui stesso edificato.

Lo spettacolo continua le repliche all’Elfo Puccini di Milano, nella Sala Shakespeare, dal 19 aprile al 7 maggio. Lear di Edward Bond si inserisce nel progetto Confini che abiterà gli spazi del Teatro India per tutta la durata delle rappresentazioni dello spettacolo. Spettacoli, mise en espace, istallazioni visive e sonore, stazioni radiofoniche on-air e balere galattiche che lacasadargilla presenta nell’ambito della rassegna Ritratto d’artista dedicata da Teatro di Roma al lavoro della compagnia: l’installazione visiva e sonora IF / Invasioni (dal) Futuro*003 (dal 28 marzo al 9 aprile dalle ore 19 a India In), una stazione radiofonica on-air per un viaggio tra suoni, immagini e racconti della letteratura di fantascienza; Astronave 51 (8 e 9 aprile ore 16), scritto e diretto da Caterina Carpio e Alice Palazzi, tratto dal romanzo per bambini di Philip K. Dick, dove l’altro, il diverso, l’alieno è osservato con curiosità e mai con giudizio, in un teatro che diventa un’astronave; segue un cult, linguisticamente esplosivo e politicamente scorretto, la Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams (10 aprile ore 21) dove, in una strampalata ambientazione da balera galattica, individui in occhiali scuri, cowgirls di passaggio, hostess sexy, si alternano ai microfoni per raccontare tredici storie messe in scena come in un cabaret radiofonico animato da una moltitudine di stravaganti personaggi retrò venuti dallo spazio; negli spazi esterni del teatro, ci sarà invece Wallonwall mostra di fotografie di frontiere fuori formato del fotografo tedesco Kai Wiedenhöfer. Infine al Teatro Argentina la mise en espace When the Rain Stops Falling (3 aprile ore 21) di Andrew Bovell, una saga familiare, un grande viaggio sulle eredità e sull’abbandono, che ci porta dal 1959 fino al 2039, alle soglie di un incredibile diluvio torrenziale in cui il passato si materializza in forma di valigia e un pesce caduto dal cielo ha il sapore eccentrico e favoloso della pioggia di rane in Magnolia di Anderson.