L’assessore al Bilancio, Patrimonio e Demanio della Regione Lazio, Alessandra Sartore ha incontrato in questi giorni i Comitati, le associazioni dei cittadini dei Municipi XI e XII e rappresentanti della Cgil sul futuro dell’ex Complesso ospedaliero Carlo Forlanini. “È stato molto utile ascoltare e confrontarmi con le realtà territoriali che aspettano da parte della Regione, proprietaria del bene Forlanini, una risposta sul suo futuro. Ho ricordato loro tutte le azioni che la giunta ha messo in campo negli ultimi anni, dopo anni di incuria e abbandono, per questo complesso che non ha una destinazione sanitaria da oltre dieci anni. Azioni importanti, - ha sottolineato l’assessore - per un investimento complessivo da bilancio di circa un milione di euro, che hanno consentito tra le altre cose di bonificare l’area, potenziare la sorveglianza all’interno del complesso, regolamentare l’accesso solo per le autovetture autorizzate. Tutto ciò a garanzia di una maggiore sicurezza per il quartiere e per il personale ancora in servizio presso gli uffici amministrativi. Il futuro del Forlanini sta a cuore a tutti i soggetti, istituzionali e non, coinvolti in vario modo nella sua rinascita. Dagli incontri che si sono tenuti in assessorato – ha continuato Sartore - è tangibile che l’obiettivo comune e condiviso è sia la proprietà pubblica sia la destinazione pubblica di questo bene da ascrivere nell’ambito dei servizi pubblici di livello urbano - tra cui quelli sociosanitari, culturali, sedi amministrative pubbliche, sedi universitarie, ordine pubblico e sicurezza - previsti dalle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore del Comune di Roma all’articolo 84”.

L’assessore Sartore, nel corso delle riunioni, ha inoltre sottolineato che “il progetto che verrà messo in campo per il rilancio del complesso ex Forlanini dovrà quindi attenersi ai seguenti principi fondamentali: proprietà in ambito pubblico; destinazione a finalità pubbliche e servizi; consultazione pubblica sull’utilizzo di quota parte del complesso da parte dei cittadini del territorio con riferimento ai fabbisogni evidenziati; ristrutturazione del manufatto con investimenti da parte di soggetti pubblici di 250milioni di euro; tavolo permanente di consultazione con le associazioni coinvolte dando continuità al percorso partecipativo avviato”.