“Durante l’amministrazione dell’ex direttore generale Simona Laing sono state riscontrate diverse anomalie e una gestione complessivamente non ottimale. Avevamo il dovere di riportare il pieno rispetto della legge in un’azienda il cui primo compito è di erogare servizi ai cittadini”. È quanto dichiara il Commissario Straordinario di Farmacap, Angelo Stefanori, in una nota. “La principale anomalia riguarda la gestione dell’acquisto dei farmaci: la legge sugli appalti impone una programmazione dell’approvvigionamento – spiega Stefanori – mentre l’ex dg ha predisposto una sola gara relativa a una fornitura da 9,5 milioni euro, seguita da una gara più piccola, aggiudicata ad altro soggetto, da 5 milioni. In realtà abbiamo comprato farmaci per 16 milioni solo dal vincitore della prima gara e quindi, per la differenza, si tratta di acquisti che oggettivamente favoriscono quel primo fornitore, chiudendo il mercato ad altri competitor che avrebbero potuto offrire sconti maggiori. Inoltre, sono state avallate operazioni con cui, attraverso un uso improprio del magazzino centrale Farmacap, si rastrellavano farmaci contingentati e rari, anche antitumorali, che venivano venduti a una società commerciale di Napoli: quest’ultima provvedeva alla loro esportazione all’estero privando le farmacie comunali, e quindi i cittadini romani, dei farmaci stessi. L’unica eccezione all’esportazione era rappresentata dalle vendite a una farmacia di Pistoia, città di origine del direttore generale”.

“Quanto alla vantata azione di risanamento – continua il Commissario – va detto anzitutto che sono stati trascurati settori aziendali importantissimi per i servizi offerti ai cittadini: il settore sociale, rifinanziato dal Campidoglio con l’ultimo bilancio, e l’asilo nido la cui convezione è stata risolta dal Comune su richiesta dell’ex dg; per finire con la chiusura del servizio Recup disposta da Laing dall’1 aprile, chiusura revocata dal Commissario. Inoltre, di risanamento non si può certo parlare. Non è tutto oro quello che riluce: il progetto di bilancio presentato dall’ex dg non rispecchia fedelmente l’andamento aziendale e il risultato in realtà sfiora appena il pareggio. La verità è che si stava ‘impacchettando’ l’azienda per la vendita sul mercato, come del resto disposto dalla delibera consiliare che aveva portato alla nomina di Laing e che certamente non corrisponde agli indirizzi della giunta attuale: quest’ultima ha dato più risorse, ha accantonato 10,4 milioni di euro per tutelare l’azienda dagli sbilanci finanziari e promuoverà, nell’ambito della riorganizzazione delle partecipate, anche la modifica della deliberazione, voluta dalla precedente maggioranza, che prevedeva la svendita di Farmacap. È chiaro che in mancanza di un adeguamento del dg alla nuova mission aziendale, cioè la sopravvivenza e la piena operatività di Farmacap, non si potevano non creare contrasti con il Commissario nominato dall’attuale amministrazione, il cui solo obiettivo è quello di incrementare i servizi ai cittadini”. “Infine, mi sono opposto al licenziamento di alcuni lavoratori per una questione di giustizia: c’è una piena autonomia del procedimento disciplinare rispetto a quello penale – conclude Stefanori – a maggior ragione quando nessun giudice ha ancora accertato la responsabilità dei dipendenti. Non è possibile privare le persone del lavoro mediante lettere di licenziamento prive di adeguata motivazione, con licenziamenti sommari che non sembrano ispirati a criteri di giustizia. Segnalo che, nell’ambito dei rapporti con i dipendenti, erano già stati denunciati dai sindacati trasferimenti punitivi del personale da una sede all’altra di lavoro”.