La terza sezione del Tar del Lazio, presieduta da Gabriella De Michele, ha dato il via libera all’espianto degli ulivi nel cantiere di Melendugno (Le). Il tribunale amministrativo ha infatti respinto il ricorso presentato dalla Regione Puglia che chiedeva lo stop alla rimozione degli ulivi che devono fare posto al micro tunnel che servirà alla realizzazione della Trans Adriatic Pipeline, opera meglio nota come Tap. La camera di consiglio di era riunita nella giornata di mercoledì e oggi sono giunte le motivazioni. Nel testo si legge che “il Collegio ritiene che il ricorso debba essere respinto, mentre possono essere compensate tra le parti, le spese di giudizio in ragione della novità e delle peculiarità della vicenda controversa”.

Nella sentenza si legge che il Collegio “ritiene anzitutto di poter prescindere dall’esame delle eccezioni preliminari sollevate dalle controparti, in quanto il ricorso si rivela infondato nel merito”. Tra le cause il Tar del Lazio spiega che “non è revocabile in dubbio, in primo luogo, che la verifica finale di ottemperanza alle prescrizioni contenute nel DM n. 223/2014 (che ha definito positivamente la valutazione di impatto ambientale - VIA - relativa al c.d. progetto TAP) sia di competenza del Ministero resistente, trattandosi di opera dichiarata infrastruttura strategica, di preminente interesse per lo Stato, contemplata nell’allegato II, punto 9. del d.lgs n. 152 del 2006, con conseguente affidamento allo Stato stesso, ai sensi degli artt. 28 e 29 del decreto da ultimo citato, di detta verifica in rapporto alle prescrizioni, contenute nel provvedimento di valutazione di impatto ambientale”. Inoltre, “sebbene la Regione Puglia, con riferimento alla prescrizione A44), sia indicata nel DM n. 223/2014 come Ente vigilante, non può escludersi che il Ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del Mare (MATTM) rimanga titolare di una facoltà di controllo, in ordine al rispetto di quanto previsto nel decreto VIA”.