Geniale, originale, irriverente: da mercoledì 3 maggio al cinema con Distribuzione Indipendente arriva “East End”, il film d’animazione scritto e diretto da Luca Scanferla e Giuseppe Squillaci, in arte Skanf & Puccio, due autori romani sferzanti, abili ed ingegnosi nella scrittura e negli effetti visivi. Prodotto da Ear Cinema e Galactus, con la supervisione artistica e le animazioni di Canecane, il cartoon è dai toni politicamente “scorrettissimi”: si fa beffe dei potenti a tutti i livelli. Il film è ambientato in una Roma lontana dalle luci della ribalta, nella periferia est della Capitale, dominato dal nuovissimo e già dimenticato quartiere East End, un microcosmo colmo di personaggi, avventure e situazioni paradossali, dove infrastrutture e collegamenti sono eternamente in fase di sviluppo e l’immondizia ammassata ai piedi dei cassonetti è diventata arredo urbano. Un quartiere come tanti, troppi, che riflette disagi e contraddizioni della realtà quotidiana, con uno sguardo sfacciato su Roma, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. In questo scenario si muovono i protagonisti del film, personaggi-macchiette esilaranti che nelle mani di Skanf & Puccio rompono il limite del perbenismo, dissacrando ogni possibile cliché, in pieno accordo con la realtà, marcia e corrotta, che li circonda. Ed è East End a diventare con loro la cornice di un esilarante intrigo internazionale: un gruppo di bambini, ignari di tutto e con la loro straordinaria purezza e ingenuità, metteranno in grave pericolo la città e i già precari equilibri politici mondiali. Sullo sfondo… l’attesissimo derby Roma-Lazio!

Skanf (Luca Scanferla, classe 1971), sceneggiatore, regista indipendente e digital artist, e Puccio (Giuseppe Squillaci, classe 1973), regista, produttore e supervisore agli effetti visivi, hanno raccontano questa avventura cinematografica al VELINO. Com’è nato il progetto? “East End nasce dal nostro amore per il cinema e dal desiderio di fare qualcosa di nostro. Da quando ci siamo conosciuti, orma quasi vent’anni fa alla scuola di effetti speciali di Carlo Rambaldi, abbiamo collaborato diverse volte, realizzando cortometraggi e spettacoli teatrali, ma, quando abbiamo provato ad imbarcarci in progetti per il cinema ci siamo sempre arenati a causa di tutti quei problemi dovuti alle limitazioni di budget che affliggono ogni aspirante esordiente e non solo in Italia. È qui che entra in gioco l'animazione che, paradossalmente, ci ha permesso di contenere i costi, permettendoci di dare libero sfogo alla fantasia. In fondo tra disegnare la cameretta di un bambino o la sala controllo della Nasa non c'è tutta questa differenza”.

Qual è il target di riferimento? “Il nostro film non ha un target di riferimento ben determinato, nel senso che mentre lo stavamo realizzando, non ci siamo mai posti il problema. Abbiamo solo cercato di fare un film che ci piacesse, senza imporci limiti che non fossero i nostri gusti. Sicuramente non è un film pensato per i più piccoli, ma, a nostro avviso, può essere apprezzato sia dal dodicenne, magari accompagnato, che dall’adulto. Probabilmente i più grandicelli coglieranno dettagli che ai più piccoli potrebbero sfuggire, ma gli argomenti trattati, come il terrorismo, la corruzione, il bullismo, le difficili condizioni di vita nelle periferie e il disgregamento della famiglia, possono offrire spunti di riflessione a tutte le età”. Il film è l’ironica vostra visione del mondo? “In questo mondo volgare, corrotto ed indifferente, la scelta di una chiava ironica, a volte sarcastica, ci è sembrata l'unica possibile per non precipitare noi stessi e il nostro pubblico in un'oscura spirale di disperazione e angoscia”.

Da Nanni Moretti ai due papa, come avete scelto i personaggi reali? “Sono i personaggi che affollano gli schermi dei nostri televisori, computer, tablet e smartphone. Un circo mediatico impazzito, grottesco, crudele e a volte agghiacciante, al quale è virtualmente impossibile sfuggire. Attori, politici, calciatori, scrittori. Sconosciuti che ci sembra di conoscere e con cui ci illudiamo di avere un qualche tipo di rapporto, che entrano quotidianamente nelle nostre case per dirci cosa comprare, come vestirci, come votare. Per quanto riguarda la scelta, alcuni personaggi come Totti od Obama, fanno parte integrante della trama, mentre per altri la scelta è stata dettata dalla follia del momento”.

Qual è stato l’apporto di Federico Moccia? “Il nostro è un film contro i pregiudizi e siamo convinti che questa strana collaborazione lo dimostri oltre ogni dubbio. Scherzi a parte, la verità è che quando la Ear cinema ha accettato di co-produrre insieme a noi il film ci ha chiesto di farci affiancare nella fase di scrittura da un professionista esperto e ci ha proposto Federico Moccia. Lui oltre ad essere una persona molto cortese è veramente un professionista di livello che ha rispettato il nostro lavoro di sviluppo e scrittura limitandosi, si fa per dire, a darci consigli e suggerimenti con cura e serietà”.

Skanf & Puccio, continuerete a lavorare in coppia? E, se sì, state già lavorando a un nuovo progetto? “Speriamo di sì, anche perché abbiamo diversi progetti in cantiere. Uno, è la serie televisiva di East End che, almeno all’inizio, nacque proprio come idea per una serie televisiva. Fu solo in secondo tempo, dopo il coinvolgimento di Iervolino, che il progetto mutò in un film. Come detto, ci stiamo già lavorando con impegno, sia dal punto di vista della scrittura (abbiamo già buttato giù i soggetti per le puntate delle prime due stagioni) che come produzione (stiamo cercando i finanziamenti ed abbiamo già trovato dei partners stranieri). Ci sono anche altre idee su cui stiamo lavorando, non tutte di animazione, ma forse è ancora prematuro parlarne”.