"Sono trascorse tre settimane dall'incontro tra il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il ministro Luca Lotti. In quell'occasione – ricorda un comunicato del Coordinamento dei Comitati di redazione delle Agenzie di Stampa nazionali - i vertici del Sindacato unitario dei giornalisti ribadirono la contrarietà allo strumento della gara europea per l’acquisto dei servizi dalle agenzie di stampa da parte del governo, chiedendo di valutare le soluzioni alternative già prospettate d’intesa con i comitati di redazione. La Fnsi sottopose inoltre al ministro la possibilità di evitare la gara, sulla base delle disposizioni legislative vigenti che tutelano in modo specifico il pluralismo dell’informazione delle agenzie di stampa. Il ministro, che si riservò di svolgere ulteriori approfondimenti sulle proposte avanzate dalla Fnsi, non ha ancora comunicato le sue decisioni, prolungando il clima di incertezza nel quale si trova l'intero comparto, a seguito del precedente annuncio dello stesso Lotti. Nel frattempo, come ha ricordato ieri l'Associazione Stampa Romana in una sua nota, nei due rami del Parlamento sono state presentate due mozioni parlamentari, sottoscritte da 150 fra deputati e senatori di maggioranza e di opposizione, per chiedere al governo di aprire un confronto con i giornalisti delle agenzie. Il Coordinamento dei Comitati di redazione delle Agenzie di Stampa nazionali ribadisce la ferma contrarietà allo strumento della gara europea, contro la quale è già stato opposto uno sciopero di settore, unitario e compatto, e torna a chiedere al governo l'apertura di un confronto per la ricerca di soluzioni alternative, nel solco delle proposte avanzate dalla Fnsi".

"Con lo stesso spirito che animò lo sciopero del 25 marzo, il Comitato esprime la massima preoccupazione per una situazione non più sostenibile, che vede a rischio centinaia di posti di lavoro di giornalisti, poligrafici e impiegati nelle varie aziende del comparto. Il ministro Lotti e il Governo hanno il dovere istituzionale di tutelare il settore dell'informazione primaria in Italia, senza esporlo al 'salto nel buio' rappresentato dalla gara europea, che rischia di naufragare sul nascere sotto una pioggia di ricorsi e di esporre le aziende nazionali all'offensiva dei grandi gruppi europei, in assenza di condizioni di reciprocità nell'intera Unione Europea. Il Coordinamento – conclude la nota - proseguendo il silenzio del governo sulle proposte avanzate dalla Fnsi e condivise dai Cdr, valuterà l'avvio di ulteriori azioni di lotta".