“Il Pd va ricostruito da zero. Oggi è un insieme di correnti con una linea ondivaga capace di stare all’opposizione di De Magistris in consiglio comunale e al governo della città metropolitana con lo stesso de Magistris. Come possiamo farci capire dagli elettori se scelte così facciamo fatica a capirle anche noi che siamo gruppo dirigente?”. Così a Il Velino, Marco Di Lello, fondatore dei ‘Socialisti e Democratici’ che si prepara alla manifestazione di sabato, organizzata da Socialdem e Retedem a sostegno della candidatura di Andrea Orlando a segretario del PD.  “Il congresso deve essere occasione per fare chiarezza, e dopo l’appuntamento nazionale dovranno seguire quello provinciale e quello regionale. Non possiamo non vedere che c’è un’emergenza Pd a Napoli”. Per il deputato il Pd resta l’unica via tra un partito pesante della prima Repubblica e il non partito web di Grillo: “E’ l’unica forza di governo credibile in questo Paese, soprattutto di fronte ad un centro destra diviso e un M5S che si presenta inadeguato ogni giorno. Pur con i suoi limiti il Pd l’unica alternativa possibile per far crescere l’Italia”. Sono state tante le critiche al Pd campano perché non ha saputo accogliere, in vista proprio del 30 aprile, esponenti di associazioni e movimenti, già impegnati sui territori: “Per questo - ha rilanciato Di Lello -  chiediamo una grande partecipazione popolare. Chiediamo a tutti di votare per dare forza al Pd. A differenze dei Cinquestelle da noi gli elettori contano non con clic ma in carne ed ossa. E avessero potere quegli elettori virtuali. Come ci hanno dimostrato, non c’è democrazia per chi fa parte del M5S perchè se il risultato non piace al capo lo si annulla”. “Dobbiamo aprirci a soggetti collettivi e ai movimenti civici, abbiamo bisogno di parlare di più alla società. A chi ci ha criticati, io ribalto l’accusa: l’area renziana si è preoccupata si mantenere una sorta di equilibrio interno tra i capo fazione anzichè offrire candidature per ripartire dal territorio. Le nostre liste sono formate per l’80% di esterni  e questo rappresenta un concreto segnale di apertura a nuove contaminazioni. Una terza via c’è – ha ribadito  - naturalmente il Pd non può continuare ad essere strutturato su pochi circoli che lavorano sulla base di scelte calate dall’alto. Lo statuto va modificato ed il tessuto organizzativo necessita di nuove forme di consultazioni. No ci può essere una sorta di ‘partito-Stato’ ma neanche un partito etereo. La terza via è possibile e la vogliamo costruire con la candidatura di Orlando”.