Crescono nel 2016 le vendite dei libri di poesia rispetto al 2015 (sia a copie che a valore nei canali trade, cioè librerie e librerie on line escluse la Grande Distribuzione Organizzata e Amazon). Il risultato è raggiunto grazie alla poesia moderna che conferma il suo miglior andamento rispetto a quella classica e quella greca-latina (a valore e a copie). Questi sono i principali dati presentati oggi, venerdì 21 aprile nell’incontro Un mercato fatto di tanti mercati. Poesia in collaborazione con Nielsen a Tempo di Libri, la Fiera dell’Editoria Italiana in programma fino al 23 aprile a Fiera Milano Rho. La poesia è un mercato di nicchia (rappresentava il 5% dei titoli pubblicati nel 2015, dato Ufficio studi AIE), in cui però si assiste a una rinnovata vitalità. Sia per la poesia italiana moderna che per quella straniera moderna sono in aumento il numero di editori e il numero di collane nel 2016. Si tratta di una crescita tendenzialmente costante dal 2013 in poi.

La poesia italiana conferma la sua prevalenza rispetto a quella straniera (327 mila copie rispetto a 203 mila copie). Per entrambe le categorie, il genere che spinge la crescita rispetto al 2015 è quello moderno (+13,4% a copie per poesia italiana e +11,7% a copie per quella straniera). “Le ragioni di questo andamento – ha commentato Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio Studi AIE e curatore del programma professionale di Tempo di Libri – sono diverse. Innanzitutto una crescita di marchi e collane editoriali che si occupano di poesia. In secondo luogo il fatto che la poesia ha accanto a quella legata strettamente alla produzione editoriale una dimensione di oralità – letture pubbliche, alcune esperienze che si stanno avviando negli audiolibri – che viene incontro a nuovi modi di leggere del pubblico”.