È stata presentata oggi al Senato, alla presenza del presidente Pietro Grasso, la rivista “Diritto penale della globalizzazione”, diretta da Ranieri Razzante, docente universitario e direttore del Centro Ricerche Eris e da Giovanni Tartaglia Polcini, consigliere giuridico del ministero degli Esteri ed edita da Pacini. In un mondo globalizzato, alla prese con la minaccia del terrorismo che non conosce frontiere e con un’economia liquida che ridisegna i confini secondo le proprie convenienze, il periodico intende favorire il dibattito giuridico nonché la condivisione e lo scambio di notizie, esperienze e problematiche per promuovere strumenti normativi in grado di fare fronte a questa realtà sempre più complessa. “Contro il terrorismo e la criminalità internazionale serve un diritto penale globalizzato – afferma il condirettore Ranieri Razzante - Un diritto speciale, studiato dai tecnici e dagli operatori con uno sguardo planetario, e mediato dalle istituzioni, che vada ad aggiungersi alla maggiore integrazione a livello Ue, tante volte auspicata, tra intelligence e polizie. Ed è questa la mission sia della rivista sia di Eris, il Centro ricerche nato dalla collaborazione tra Aira ed Eurispes”. La rivista annovera nel suo comitato scientifico i più prestigiosi studiosi ed esperti italiani e nel suo sito www.dirittopenaleglobalizzazione.it offre non solo ai giuristi, ma anche a Istituzioni e forze dell’ordine e a chiunque sia interessato, una mole impressionante di approfondimenti e contributi, organizzati sia per aree geografiche sia per temi. Si tratta di riflessioni e documenti che restituiscono la complessità di una materia, in grado di investire innumerevoli aspetti della vita, in luoghi anche lontani, le cui conseguenze però finiscono con il coinvolgerci comunque.

“La piena condivisione internazionale di principi e di istituti giuridici di prevenzione e contrasto incontra ancora ostacoli – afferma Giovanni Tartaglia Polcini, l’altro condirettore – e in tal senso, la elaborazione scientifica del Diritto può molto, sia per propiziare il dibattito che per attuare il consenso mirato all’armonizzazione internazionale tra ordinamenti, cooperazione giudiziaria e di polizia. Il nuovo diritto penale globalizzato capace di misurarsi con le sfide evolutive di oggi e di domani è l’elemento distintivo della neonata rivista”.

Nel suo intervento il presidente del Senato ha riconosciuto come la rivista, anche grazie al suo taglio multidisciplinare, “si colloca in un settore scientifico e culturale ancora largamente inesplorato che ha certamente bisogno di essere studiato”. Si tratta, ha detto Grasso del "più giusto approccio per dare conto della straordinaria complessità ordinamentale multilivello messa in risalto nell’editoriale del presidente Frattini”. Il presidente del Senato ha voluto sottolineare come la considerazione internazionale del diritto penale richiami tre diverse dimensioni. “La prima è quella dello studio dell’evoluzione in senso transnazionale delle organizzazioni criminali e dei fenomeni criminali, in particolare dei delitti commessi da organizzazioni mafiose o altre strutture criminali, del crimine economico, incluso il riciclaggio, e del terrorismo. La seconda dimensione è quella della cooperazione internazionale fra Stati, istituzioni statali, alleanze internazionali e transnazionali, al livello normativo e operativo. La terza è quella del diritto internazionale in senso stretto, vale a dire i crimini internazionali”. In riferimento al tema del crimine transnazionale, Grasso ha ricordato che durante il suo lavoro di magistrato, “ho analizzato i fenomeni criminali anche attraverso l’uso degli strumenti della geopolitica, osservando che le organizzazioni mafiose, le reti del riciclaggio globale e i gruppi terroristici agiscono nel contesto globale come veri soggetti internazionali, traendo vantaggio dai mutamenti nei fattori della geopolitica e producendo a loro volta essi stessi conseguenze geopolitiche”. Ricordando il lavoro di Giovanni Flacone il presidente del Senato, ha ricordato che è stato “il primo a intuire che le mafie stavano intraprendendo sviluppi internazionali e transnazionali” e “cercare occasioni di investimento dei proventi delittuosi”.

“Nel periodo in cui sono stato procuratore nazionale antimafia, in continuità con il mio predecessore Vigna – ha ricordato Grasso -, ho cercato di portare avanti queste idee, dedicando molta energia alla proiezione internazionale della Dna e mettendo in campo quella che mi piace definire una “diplomazia penale”. In particolare ho sottoscritto numerosi accordi di cooperazione con autorità di altri paesi anche per anticipare evoluzioni sul piano dei trattati di estradizione e assistenza reciproca, e mi sono fatto promotore della diffusione del nostro modello di contrasto alle mafie e ai patrimoni illeciti”. L’approccio geopolitico "è particolarmente utile anche a proposito di una lunga serie di crimini emergenti. Penso all’uso e all’abuso del web e delle nuove tecnologie per violare le comunicazioni, accedere a informazioni riservate, diffondere ideologie violente o commettere appropriazioni, truffe ed altri reati; penso alla criminalità ambientale, ai reati contro il patrimonio culturale, alle frodi alimentari e alla contraffazione di beni, in particolare medicinali, giocattoli e prodotti per l’igiene personale. Si tratta di settori criminali strettamente connessi ai fenomeni della globalizzazione, ai quali la Rivista potrà apportare un contributo di studio importante”.

La seconda dimensione, quella della cooperazione giuridica ed operativa, ha detto Grasso, “si muove intorno alla consapevolezza che in parallelo al diritto penale interno degli Stati si sono evoluti nuovi settori di diritto penale europeo ed internazionale, sostanziale e processuale che hanno bisogno di un intenso lavoro teorico e pratico”. Un “diritto penale globale vivente”, ha ricordato il presidente del Senato, che “la Rivista comincia ad approfondire già da questo suo primo numero. Naturalmente, non mi sfugge la connessione di questo tema con quello dei diritti e delle garanzie individuali e dell’equilibrio fra questi e gli interessi collettivi di sicurezza. Sarà molto interessante leggere gli studi che verranno pubblicati dalla Rivista a proposito dell’armonizzazione delle legislazioni penali, del mutuo riconoscimento delle decisioni giurisdizionali, delle questioni di cooperazione giudiziaria e di polizia e della giurisprudenza delle più rilevanti giurisdizioni internazionali, specie le corti di Strasburgo e Lussemburgo”.