Il presidente boliviano Evo Morales ha fatto alcune precisazioni sula contestata proposta di legge sulle aziende, introdotta dal suo partito recentemente al Congresso. Questa, se sarà approvata, permetterà ai dipendenti di comprare dai proprietari le aziende fallite. Non rappresenta, invece, una minaccia per i diritti di proprietà come la federazione commerciale nazionale (CEPB) aveva denunciato. il capo dello stato, infatti, l'ha definita "falsa". Per Morales l'idea dietro alla proposta è facilitare i prestiti bancari per i dipendenti di società in difficoltà, che vogliono acquistare i beni dai proprietari e mantenere tali attività in funzione. I lavoratori che affrontano la prospettiva di perdere il loro lavoro, perciò potrebbero creare "un'impresa comunitaria, sociale. A condizione - ha sottolineato il presidente - che pagino i proprietari per i beni aziendali che acquisiscono. La legge è stata, peraltro, già approvata alla Camera e ora è all'esame del Senato. Il capo della CEPB, Ronald Nostas, però ha invitato il Congresso a riconsiderare alcune disposizioni del disegno di legge. A proposito ha affermato che avrebbe aperto la porta alla vendita forzata di società che sono tre mesi in ritardo con i pagamenti ai fornitori, i lavoratori e al sistema di previdenza sociale. Uno standard che ha descritto "irrazionale". Il Senato ha preso tempo per discutere della questione, sospendendo l'iter della proposta, in attesa di un incontro con i rappresentanti del CEPB.