E’ sempre più difficile tenere l’indagine sulle presunte tangenti circolate per pilotare gli appalti della Consip, nel settore delle pulizie e dei servizi. Ci prova la Procura di Napoli, che ha avviato l’inchiesta, e ci prova quella di Roma, che ne ha ereditato il troncone “politico”. La continua fuga di notizie, lo stillicidio di intercettazioni che, in maniera più o meno pilotata, finiscono sulle scrivanie di alcuni cronisti; l’intrecciarsi delle vicende giudiziarie con l’attualità di governo del Paese, finiscono fatalmente con il produrre effetti fuorvianti. Una serie di ordigni sistemati sul sentiero battuto dai magistrati inquirenti con il preciso scopo di realizzare quella “distrazione di massa” capace di buttarla in caciara, evitando una serena valutazione dei fatti. Così i magistrati napoletani finiscono con il dover tenere d’occhio procedimenti disciplinari in agguato e qualche infedeltà della polizia giudiziaria. Quelli romani, invece, devono aprire fascicoli sulla violazione del segreto istruttorio e nel contempo assegnare un titolo di reato ai protagonisti più blasonati dell’indagine.

Così, mentre tutti si accapigliano alle prese con le telefonate rubate tra Matteo Renzi ed il suo troppo dinamico babbo, la procura romana incrimina formalmente il faccendiere Carlo Russo per turbativa d’asta e Tiziano Renzi per traffico d’influenze. Si aggiungono a Luca Lotti, alle prese con l’accusa di aver avvisato i vertici di Consip delle microspie appena piazzate nei loro uffici romani. E già che ci siamo, sempre i Pm romani si ritrovano alle prese con un non meno imbarazzante fascicolo nato dopo le denunce presentate a carico del Dipartimento editoria e dell’allora sottosegretario Lotti: avrebbero abusato del loro ufficio in alcuni passaggi dell’intricata questione del rinnovo dei contratti con le agenzie d’informazione primaria.

Restiamo ai fatti e restiamo alla stretta cronaca giornalistica. Cronaca e fatti che ci hanno consegnato il proprietario della Romeo Gestioni alle prese con il tentativo di entrare tra le aziende favorite che, secondo quanto assicurava all’ingegnere Alfredo Romeo il generale Ferragina, avrebbe goduto di privilegi e impunità. Romeo punta sull’imprenditore di Scandicci Carlo Russo, intimo e sodale di Tiziano Renzi, per entrare nelle grazie del casato fiorentino. Invoca un “accordo strutturale”, si incontra più volte con il Russo per esporre i suoi timori. Incontri che, dal giugno dello scorso anno, finiscono nelle registrazioni che i carabinieri realizzano negli uffici romani della Romeo Gestioni. Romeo vorrebbe concludere subito, Russo rinvia a dopo le vacanze ed in effetti il 31 agosto i due tornano a incontrarsi.

Questa volta il dialogo si fa più esplicito. Carlo Russo si dice disponibile per un “accordo strutturato” attraverso il quale l’ingegnere romeo potrà beneficiare dell’appoggio del “triangolo che conta”. Chi lo compone? I carabinieri nella loro informativa non pare abbiano dubbi: “Il triangolo a cui fa riferimento il RUSSO fa capo a Tiziano RENZI, Luigi MARRONI ed al sottosegretario Luca LOTTI, storico braccio destro di Matteo RENZI”. E quando il Romeo chiede, lamentando di aver perso alcune gare in Consip, “se è stato quello a creargli il problema per l’ultimo appalto di cui hanno già prima parlato, il triangolo dunque è quello che ci ha creato problemi a noi?” Carlo Russo cambia discorso, invita a guardare al futuro e comunica al Romeo di avere operato in modo da fargli vincere la gara indetta dal Gruppo Grandi Stazioni di RFI. Gli assicura di avere parlato con il suo “amico” Silvio Gizzi, amministratore delegato del Gruppo GRANDI STAZIONI, di R.F.I. ma c’è “al momento, un problema (che) rallenta l’iter procedurale ed è dovuto al fatto che non si riescono a trovare le offerte tecniche e quindi non si potrebbe procedere alla verifica dei requisiti per l’assegnazione dell’appalto; però, stando a quello riferito dal GIZZI al RUSSO e da quest’ultimo al ROMEO, le buste potrebbero essere state custodite da una persona che si trova ancora in ferie”. Insomma un poco di pazienza e tutto andrà a posto perché “lui (Gizzi) mi ha detto che lo sa che deve aiutare lei”. Russo ne approfitta poi per ragguagliare l’ingegnere Romeo “dell’incontro avuto il giorno precedente con RENZI Tiziano: E poi… sò… sò stato da TIZIANO ieri sera poi… ieri mattina prima di partire per ROMA sò andato… era.. incasinatissimo perché ora è tornato segretario no… del… PARTITO DI RIGNANO”. Perché c'era la FESTA DELL'UNITA' ieri sera c'era LOTTI come ospite.. c'ha avuto più ospiti RIGNANO che FIRENZE (ride, ndr) DELRIO è andato… insomma inc. E.. gli ho detto che… dobbiamo fare sto passaggio con MARRONI! M'ha detto dice: "Fammi finire sto casino prossima settimana ci mettiamo”.

Annotano ancora gli inquirenti: “Il RUSSO ed il ROMEO sono alle battute finali e mentre iniziano a salutarsi quest’ultimo sollecita ancora il suo interlocutore nell’organizzazione dell’incontro al più presto e RUSSO gli replica dicendo: “e quello me lo dica lei avvocato se vuole fare una cosa... una chiacchiera… istituzionale!”… “si, ci inventiamo una cosa tanto insomma ce l'ha..”. ROMEO propone una cena presso il ristorante del suo Albergo: “na... na bella cena AL COMANDANTE A NAPOLI “, con Luca LOTTI: “a Napoli si fa una bella cena AL COMANDANTE (tono di voce bassissimo, ndr) adesso sto buttando lì per darle uno scenario a lei insomma..”… “ anche se dobbiamo fare un aperitivo.. Però, è utile, non possiamo non... Io credo! Però valuti lei!”. E’ in un successivo incontro che i due tornano a parlare dell’“accordo” proposto da Alfredo Romeo. In tale circostanza Carlo Russo lo informa preliminarmente che l’appalto per il gruppo Grandi Stazioni sta andando nella direzione auspicata: “RUSSO -scrivono gli investigatori- senza perder tempo lo ragguaglia del reperimento delle offerte tecniche da parte di GIZZI per l’affidamento di una gara di appalto per GRANDI STAZIONI e, in modo esplicito, riferisce al ROMEO della differenza di punteggio che ci sarebbe tra l’azienda di quest’ultimo ed un'altra ditta (che non viene nominata), palesando così che il suo intervento presso il GIZZI ha avuto l’esito sperato: “ha detto dice: "insomma sono 10 punti da guardarli in faccia inc. (bisbiglia, ndr)" ha detto: "non mi tornare la prossima settimana vieni fra 15 giorni"”; infatti ROMEO rappresenta di aver ricevuto dalla stazione appaltante (GRANDI STAZIONI) una richiesta di chiarimenti: “ma... e dice la verità! Perché ha mandato la richiesta di chiarimenti..” alla quale, peraltro, la ROMEO GESTIONI ha già risposto”.

Russo spiega che l’incontro con Tiziano Renzi deve essere rinviato, perché quest’ultimo si trova attualmente in Sicilia, assicura però che l’argomento è stato trattato: “Veniamo a noi! Allora, lei mi dice… me l'ha detto più di una volta. Facciamo UN ACCORDO QUADRO facciamo.. IO HO RIFERITO, MI DICONO: "E CHE… CHE… CHE ACCORDO E' STA ACCORDO QUADRO?”, la risposta del ROMEO non è udibile in quanto questi parla con tono di voce bassissimo ma evidentemente dalla replica del RUSSO non dev’essere stata un’affermazione che ha colpito nel segno, infatti RUSSO dice: “E NO! LO DEVE FARE LEI AVVOCATO! IO... RIPORTO QUEL CHE LEI MI DICE (ride, ndr) MA NON.. CI PENSI!” e ROMEO senza soffermarsi molto risponde in modo solo apparentemente incerto: “eh.. MI AIUTI! MI DIA ANCHE LE COORDINATE! C'E' UN ACCORDO.. inc. (abbassa il tono della voce, ndr) (accontentiamo?) QUALI SONO I PIACERI E QUAL E' IL… IL MODO COL QUALE… IO CONOSCO SOLO UN MODO! IL PIU' GARANTISTA DI TUTTI.” Lasciando così intendere che vorrebbe pagare per ottenere ciò che da qualche tempo chiede espressamente al RUSSO, ovvero un incontro con MARRONI della CONSIP organizzato da Tiziano RENZI, in modo da poter essere agevolato nell’aggiudicazione di commesse della stazione appaltante; e proprio dopo aver finito di parlare si sente scrivere su di un foglio di carta”. Un concetto che Romeo rafforza ulteriormente: “CONOSCO SOLO QUESTO! NON.. NON SONO AVVEZZO D'ANDARE A CANICATTI'... FUORI! NON SONO AVVEZZO DA FARE STRANE FORMALITA' ECCETERA! SE.. MA CREDO CHE LEI E' UN RAGAZZO INTELLIGENTE”.

E arriva finalmente, l’agognata risposta da parte del l sale di Tiziano Renzi: “RUSSO dice di essere assolutamente d’accordo: “ASSOLUTAMENTE!”. ROMEO precisa che potrebbe recarsi in Toscana una o due volte al mese: “SI RISOLVE I PROBLEMI E SI FA UNA CAMMINATA.. BISTECCA AL MESE IO ME LA POSSO MANGIARE! Perché la nutrizionista ha detto non mangiare carne rossa ma una volta al me.. anzi anche una volta ogni 15 giorni, fa bene!”, per poi proseguire dopo una breve interruzione dovuta alla ricezione di una telefonata, spiegando come intende strutturare il rapporto con RENZI e/o MARRONI: “eh! E' QUINDI IO MI VENGO A MANGIARE NA... BISTECCA A… OGNI MESE! SECONDO ME.. NOI DOBBIAMO FARE UN RAGIONAMENTO… PERIODICO! PERCHE' COSI' NON.. NON SI RISCHIA! NON SO' SE LEI MI SEGUE SU QUESTO ASPETTO”, di modo che: “NON SI RISCHIA UNO LE TELEFONATE.. MIE (abbassa il tono di voce, ndr) DUE CHE E' UNA COSA ORDINATA. CHE NON E' MANG LEGATA A UN EPISODIO..NO? AD OGNI MESE IO ME NE VADO A VILLA SAN MICHELE MAGARI LA SERA.”. Il “ragionamento”, per come lo chiama ROMEO è molto chiaro; ovvero il RUSSO è intermediario con il padre di RENZI che, a sua volta, grazie ad ottimi rapporti con il MARRONI, interverrà presso quest’ultimo per agevolare l’azienda dell’imprenditore partenopeo nell’assegnazione di gare in CONSIP.