“Il ritardo siderale della Regione nell’applicare la delibera che vieta l’apertura di sale slot a meno di 500 metri da scuole e ospedali sta favorendo l’iniziativa delle società che fanno business con il gioco d’azzardo. E il caso della mega sala slot Novomatic a Rimini ne è la conferma più lampante visto che si trova a poche centinaia di metri da una scuola”. È questo il commento di Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, in merito alle recenti polemiche sull’apertura di una nuova sala per il gioco d’azzardo lecito in via Crimea. “Come Movimento 5 Stelle eravamo riusciti a far approvare una norma che vieta l’apertura di nuove sale troppo vicini a luoghi sensibili come parchi pubblici, scuole e ospedali. Norma che però da ormai quasi sei mesi è di fatto inapplicata visto che la Regione tarda ad approvare il regolamento attuativo che ne darebbe efficacia – spiega Bertani – Un ritardo che, sommato alla posizione prona e silenziosa del presidente Bonaccini in Conferenza unificata, dove è in corso il confronto con il Governo sui poteri degli Enti locali proprio sulle norme anti slot, sta di fatto agevolando e generando scempi come quello di via Crimea”.

Bertani, assieme alla capogruppo Raffaella Sensoli, ha presentato una interrogazione alla Giunta per chiedere i motivi di questo ritardo e se non ritenga opportuno emanare il provvedimento in tempi celeri. “Quello che vogliamo evitare è che situazioni come quella di Rimini possano ripetersi anche in altre città – aggiunge Sensoli – Il gioco d’azzardo ha un costo sociale molto alto ed il dovere delle istituzioni dovrebbe essere quello di limitarlo, nei limiti ovviamente consentiti dalla legge, non di certo agevolarlo o restare immobile per favorire gli interessi di chi gestisce le sale slot. Per questo chiediamo al Comune di intervenire al più presto, con il supporto anche della Regione, per chiudere la sala di via Crimea”. “Serve tempismo, basta perdere tempo – conclude Bertani – A Savignano sul Rubicone due sere fa consiglio comunale, ovviamente a maggioranza PD, ha bocciato una proposta di regolamento sulle distanze proprio con la scusa che la Regione a questo proposito non ha ancora norma chiara. Il paradosso è che la Regione ce l’ha, grazie al MoVimento 5 Stelle, ma di fatto non la vuole applicare”.