“Riordino e riduzione dell’offerta di gioco in Manovrina? Se questo intervento vuol davvero mettere ordine ed essere efficace, deve riguardare tutti e non solo gli apparecchi da intrattenimento”. È quanto dichiara Raffaele Curcio, Presidente di SAPAR - l’Associazione Nazionale Servizi Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative, che rappresenta circa 1.700 associati, con un indotto di circa 200.000 lavoratori - con riferimento a quanto affermato dal Sottosegretario Pier Paolo Baretta nel corso della sua recente Audizione in Commissione Finanze alla Camera dei Deputati. “Sul fronte fiscale – aggiunge Curcio - la disparità di trattamento e la necessità di riequilibrare il Decreto-Legge del Governo spalmando su tutte le tipologie di gioco l’aumento della tassazione è stata riconosciuta anche dal Parlamento, in particolare dalle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato”. “L’auspicio è che, anche per quanto riguarda il riordino complessivo del settore, il Governo segua l’approccio responsabile e l'equilibrio finora dimostrato dalla sua maggioranza parlamentare e dalle forze dell’opposizione”.

“Da sempre SAPAR -prosegue Curcio - sostiene la necessità di una riduzione dell’offerta, sia in termini di apparecchi distribuiti sul territorio, sia di punti gioco. Ma se davvero l’obiettivo da raggiungere è la tutela delle persone più esposte e il contrasto ai fenomeni patologici, la riduzione deve riguardare tutte le tipologie di gioco. Senza dimenticare che norme e criteri estremamente restrittivi, pensati per qualificare le sale presenti sul territorio, potrebbero determinare conseguenze diametralmente opposte, come la ghettizzazione del gioco e, di conseguenza, l’aumento dei rischi di dipendenza”. “Siamo disponibili ad un confronto costruttivo con le istituzioni, con il Governo e con i Presidenti di Regione. Abbiamo richiesto, senza riscontro, di essere ascoltati in sede di Conferenza Unificata. Tuttavia, se le ragioni delle imprese di gestione e dei lavoratori non dovessero trovare ascolto, SAPAR non esclude la possibilità di tornare in piazza o di mettere in campo altre iniziative di protesta, come l’astensione coordinata della raccolta”.