Le zone di de-escalation in Siria dovrebbero essere controllate da truppe sotto l'egida delle Nazioni Unite. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu. "Il processo avviato ad Astana continua in modo molto efficace: la questione attualmente in discussione è quali truppe dovrebbero essere impiegate nel paese per monitorare le zone di de-escalation. Nessuno avrà problemi se saranno sotto il controllo delle Nazioni Unite", ha detto il capo della diplomazia di Ankara. Cavusoglu ha aggiunto che la prima riunione del gruppo di lavoro sulle zone di de-escalation in Siria con la partecipazione di paesi garanti - Turchia, Iran e Russia - si è tenuta ad Ankara ieri, mentre la prossima è prevista per il 21 maggio. nel corso degli ultimi colloqui intra-siriani ad Astana il 3 e 4 maggio, i tre stati garanti del cessate il fuoco hanno finalizzato e firmato un memorandum sulla creazione di quattro zone sicure nel paese. Queste attraversano la provincia nord-occidentale di Idlib e parti della vicina Latakia, Hama e Aleppo, il nord della provincia centrale di Homs, Ghouta orientale vicino a Damasco, nonché le regioni meridionali di Daraa e Quneitra. Il memorandum è entrato in vigore il 6 maggio. La tregua nazionale siriano, invece, è cominciata il 30 dicembre 2016 e sta tenendo in generale, nonostante le continue segnalazioni di violazioni. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione nel dicembre 2016 a sostegno dello sforzo.

De-escalation zones in Syria should be controlled by troops under the auspices of the United Nations, Turkish Foreign Minister Mevlut Cavusoglu said Friday. "The process initiated in Astana, continues in a very effective way. The issue which is currently under discussion is which troops should be deployed there to monitor de-escalation zones. No one will mind if they are under UN control," Cavusoglu was quoted as saying by the Aksam newspaper. He added that the first meeting of the working group on de-escalation zones in Syria with the participation of guarantor countries - Turkey, Iran and Russia - took place in Ankara on Thursday, while the next meeting is scheduled for May 21. At the latest Astana meeting on Syria on May 3-4, three ceasefire guarantor states finalized and signed a memorandum on establishment of four safe zones in Syria. The four zones span the northwestern Idlib province and parts of the neighboring Latakia, Hama and Aleppo, the north of the central Homs province, Eastern Ghouta near Damascus, as well as southern Daraa and Quneitra regions. The memorandum came into force on May 6. A nationwide Syrian ceasefire regime came into force on December 30, 2016 and has been holding up in general, despite continued reports of violations. The UN Security Council passed a resolution in December 2016 supporting the effort.