Parla di doppia morale del M5S e di intercettazioni l’ex premier e neo segretario del Pd Matteo Renzi intervenendo alla scuola di formazione "Pier Paolo Pasolini" in un evento organizzata dal Partito Democratico e dalla Fondazione Eyu. “La rivendicazione dell'onestà” del M5s è “clamorosamente allucinante. Se guardiamo la realtà dei fatti era una sorta di rivendicazione per una sola parte di quello che dovrebbe essere di tutti. Ed ha dato vita a una sorta di doppia morale, visto che abbiamo un pregiudicato che ha fondato un partito il cui slogan si richiama alla onestà”. Per quanto riguarda il dibattito sulle intercettazioni, Renzi parla di “una gigantesca arma di distruzione di massa” anche perché “la pubblicazione è illegale. Ma il vero tema è capire se è accaduto che un pezzo delle istituzioni ha fabbricato prove false nei confronti di un altro rappresentante delle istituzioni. Noi dobbiamo essere sempre dalla parte della giustizia. Che non può essere giustizialismo, subalternità culturale, per cui si chiedono le dimissioni dei politici se arriva un avviso di garanzia. Facendo passare il messaggio che l'avviso di garanzia è attestato di colpevolezza. Noi siamo dalla parte dell'onestà e della giustizia. Non abbiamo niente da temere e vogliamo solo che si rispettino le leggi. Da parte di tutti”, ha ammesso l’ex premier che poi si è soffermato sulle banche: “Si fa riferimento sempre a una piccola banca di un piccolo territorio e si nascondono le magagne incredibili su cui la classe dirigente degli ultimi 20 anni potrebbe avere molto da dire. Spero che una commissione di inchiesta chiarisca - ha aggiunto - noi abbiamo tentato di combattere questo sistema con la legge sulle banche popolari”.