Tocca il napoletano e si spinge fino in Svizzera l’inchiesta della procura di Palmi che oggi ha fatto finire ai domiciliari il presidente del Catanzaro calcio e proprietario della Gicos, Giuseppe Cosentino, la figlia Ambra, la dipendente Carmela Ali’ Santoro e il promotore finanziario Stefano Noschese. Oltre ai quattro addetti della Gicos, costretti dal gip all’obbligo di dimora nel comune di residenza- Marcella Viglianisi, Marco Pecora, Caterina Zito e Simona Tedesco – altre 11 persone sono iscritte sul registro degli indagati. Si tratta di altri dipendenti della societa’ di Cosentino, come di titolari di societa’ che per gli inquirenti sarebbero stati coinvolti nel vorticoso giro di denaro che ha permesso al patron del Catanzaro calcio di appropriarsi indebitamente di più di 8 milioni di euro. Al vaglio dei magistrati, c’e' anche la posizione di due professionisti svizzeri, Giancarlo Codoni e Giorgio Alfieri, che avrebbero messo le proprie societa’, la Prager Limited e la Talenture fiduciaria - a disposizione dell’imprenditore. Ma sotto indagine ci sono anche il direttore sportivo del Catanzaro calcio Armando Ortoli, il calciatore Andrea Russotto, il presidente dell’Avellino, Walter Taccone e il direttore sportivo, Vincenzo De Vito, per la tentata combine della partita Catanzaro-Avellino del 5 maggio 2013. Il pareggio concordato fra le due squadre avrebbe permesso si calabresi di dribblare i play out e all’Avellino di agguantare la promozione. Accordo poi saltato per i risultati in arrivo dagli altri campi.