Tra le trentadue manifestazioni d'interesse che hanno superato il primo vaglio, nella selezione della nuova compagine per l'acquisto di Alitalia, c'è anche il gruppo 'iGreco', azienda calabrese in forte crescita nel settore della produzione vinicola e olearia di pregio, successivamente impegnata anche in quello della sanità privata con l'acquisizione di diverse strutture ospedaliere e ambulatoriali.

Recentemente del gruppo 'iGreco' si era occupato il salotto buono dell'economia italiana per avere rilevato, salvandola da un fallimento pilotato dalle multinazionali straniere, la “Ovito”, azienda leader nella produzione e nella grande distribuzione delle uova. La conferma della presenza del gruppo calabrese tra quelli ammessi alla selezione per il nuovo assetto societario di Alitalia, è arrivata direttamente da Stefano Paleari, uno dei tre commissari straordinari posti dal governo alla guida della compagnia aerea. Paleari, intervenendo a margine del rapporto 2016 dell'Enac, ha spiegato che, ultimata la preselezione, già oggi "abbiamo iniziato ad aprire le buste dal notaio. Le stiamo ora valutando e classificando". Tale attività è propedeutica alla seconda fase, quella che vedrà le società 'promosse' poste in condizione di avere accesso a tutti gli atti contabili, patrimoniali e societari del gruppo Alitalia. Entro il mese di ottobre, invece, dovranno pervenire ai commissari le “offerte vincolanti”. A consentire al gruppo “iGreco” l'accesso al ristretto novero di società che ha formulato una “manifestazione d'interesse” per Alitalia, sono i parametri, opportunamente certificati, relativi a bilanci, fatturazione e numero dei dipendenti. Il gruppo calabrese, infatti, presenta un fatturato certificato di circa 400 milioni con duemila unità di dipendenti a tempo pieno. Nella seconda fase dell'offerta, si apre la possibilità di creare società consortili affiancandosi a partner che già operano nel settore. In questo ambito tra le manifestazioni d'interesse meritano attenzione quelle prodotte dall'americana 'Delta' e dalla 'Etihad'. Entrambe già partner di Alitalia, la prima per i voli nel Nord America, la seconda per avere acquisito il 49% del capitale sociale. Interesse è stato manifestato anche da Ryanair, compagnia aerea low cost irlandese - che in base ai dati dell'Enac si conferma leader in Italia anche nel 2016 con una crescita del 9,8% a quota 32,6 milioni di passeggeri trasportati. Tuttavia la proposta di Ryanair fa storcere il muso ai commissari perché la stessa ha specificato di non essere interessata ad acquisire il vettore ma di voler solo alimentare il traffico di lungo raggio dell'Alitalia. Il fatto che, contrariamente a quanto veniva veicolato alla vigilia, in maniera anche non proprio disinteressata, vi siano sul tavolo ben 32 manifestazione d'interesse apre ad un cauto ottimismo. Se ne rende interprete Vito Riggio, presidente dell'Enac: "Noi ci teniamo molto ad avere una compagnia di bandiera forte, ma non a tutti i costi: una compagnia deve poter camminare sulle proprie gambe. Quello che constato è che in Italia, il paese dei cento campanili, ognuno giustamente vuole essere collegato ed è saltato il modello di hub, e si è creato un sistema in cui le compagnie low cost si sono inserite in maniera molto più forte che in altri paesi. Ma l'Italia non ha saputo creare una compagnia italiana alternativa. Adesso si apre la possibilità di rimediare ai tanti errori, strategici ma anche gestionali, commessi in passato".