Impegno comune per affrontare il dramma dei migranti, per garantire, attraverso il lavoro, la dignità dell'essere umano, combattendo l'emarginazione. Un fronte comune nei confronti dell'estremismo e del fanatismo, di qualunque matrice esso sia. Sono questi i temi toccati in occasione della visita di papa Francesco al Quirinale.

Il Pontefice e' giunto nel cortile d'onore del Palazzo a bordo della sua Ford Focus, qui e' stato accolto dagli onori e, sceso dalla macchina, ha salutato, con una calorosa stretta di mano, il Capo dello Stato che lo attendeva sulla soglia del Palazzo. "Francesco, Francesco" hanno intonato gli scolari delle scuole delle zone colpite dal sisma che sono stati chiamati al Colle in occasione della visita. Giunti nella Sala degli Arazzi di Lilla, i due Capi di Stato hanno salutato le rispettive delegazioni guidate dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e dal segretario di Stato del Vaticano, Pietro Parolin. Mattarella e Bergoglio si sono quindi ritirati nello studio alla Vetrata. Dopo un colloquio di 20 minuti, il rituale scambio dei doni: un'icona raffigurante gli apostoli Pietro e Paolo da parte del Papa e un fermaglio di piviale in argento da parte del Capo dello Stato.

Nel suo intervento Mattarella ha parlato di "occupazione" e "dignità" che devono "costituire il centro dell'esercizio delle responsabilità di istituzioni e forze sociali, così da prevenire e curare fenomeni di emarginazione, povertà, solitudine e degrado", ricordando che nel l'impegno a favore degli "ultimi", "l'Italia ha sempre potuto fare affidamento sul sostegno della Chiesa Cattolica". Sul fronte del terrorismo Mattarella ha ricordato la recente missione in Egitto di Bergoglio e il suo colloquio con le autorità religiose islamiche dell'Università di El Azhar. "Parole, e gesti - ha detto Mattarella -, che hanno rappresentato un passo decisivo verso una maggiore comprensione reciproca, verso la costituzione di un fronte comune nei confronti dell'estremismo e del fanatismo, di qualunque matrice esso sia. L'importanza di questo richiamo  - ha commentato il Capo dello Stato - risalta ancor più di fronte alla barbarie del terrorismo che, anche negli ultimi tempi, ha seminato lutti in tanti continenti e che, in molte regioni del pianeta, in Africa come in Medio Oriente, minaccia quotidianamente le comunità cristiane".

"Guardo all'Italia con speranza. Una speranza che e' radicata nella memoria grata verso i padri e i nonni, che sono anche i miei, perche' le mie radici sono in questo Paese" ha risposto Papa Bergoglio. "Viviamo tuttavia un tempo - ha proseguito - nel quale l'Italia e l'insieme dell'Europa sono chiamate a confrontarsi con problemi e rischi di varia natura, quali il terrorismo internazionale, che trova alimento nel fondamentalismo; il fenomeno migratorio, accresciuto dalle guerre e dai gravi e persistenti squilibri sociali ed economici di molte aree del mondo; e la difficoltà delle giovani generazioni di accedere a un lavoro stabile e dignitoso, ciò che contribuisce ad aumentare la sfiducia nel futuro e non favorisce la nascita di nuove famiglie e di figli". "Mi rallegra però rilevare che l'Italia, mediante l'operosa generosità dei suoi cittadini e l'impegno delle sue istituzioni e facendo appello alle sue abbondanti risorse spirituali, si adopera per trasformare queste sfide in occasioni di crescita e in nuove opportunità", ha sottolineato il Papa. Bergoglio ha poi evidenziato come il lavoro e "una politica fattivamente impegnata in favore della famiglia" siano condizioni dell’autentico sviluppo sostenibile e di una crescita armoniosa della società. Due 'pilastri', li definisce Francesco, "che danno sostegno alla casa comune e che la irrobustiscono per affrontare il futuro con spirito non rassegnato e timoroso, ma creativo e fiducioso". E ha fatto cenno anche al ruolo della Chiesa in Italia, "realtà vitale, fortemente unita all’anima del Paese", e alla collaborazione con lo Stato come stabilito dal Concordato del 1984 che ha promosso "una peculiare forma di laicità, non ostile e conflittuale, ma amichevole e collaborativa, seppure nella rigorosa distinzione delle competenze proprie delle istituzioni politiche da un lato e di quelle religiose dall’altro".

Prima di congedarsi, Francesco si è spostato nei Giardini del Quirinale per abbracciare, insieme a Mattarella, i piccoli terremotati di Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo, accompagnati dal ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli.