Gongola Angelino Alfano e non è facile dargli torto. Neanche il tempo di brindare al risultato di Palermo, dove Alleanza popolare si rivela indispensabile per far vincere al primo turno Leoluca Orlando che arriva iodato della Calabria: nel capoluogo il Pd supera a stento la soglia del 5%, sbarramento che ha provocato l’insanabile rottura tra lui e l’ingrato Matteo Renzi, mentre alleanza Popolare vola al 10%. Non bastasse, il dato delle amministrative marca anche un’altra differenza di fondo tra il pragmatismo politico della Sicilia e il morboso autolesionismo della Calabria. A Palermo, infatti, stilando un programma trasparente e rendendo chiari ruoli e accordi, Orlando tiene insieme una coalizione che va da Sinistra italiana agli “Alfaniani”. In Calabria, invece, al riparo di ipocriti sofismi, si chiudono le porte agli accordi tra partiti per spalancare le finestre alla peggiore transumanza di faccendieri eteroassistiti. Quanto basta, appunto, per legittimare la soddisfazione di Angelino Alfano, proprio alla vigilia di una sua trasferta in Calabria, organizzata per giovedì, che lo vedrà a Cosenza e a Lamezia Terme per concludersi, poi, con un convegno proprio in quel di Catanzaro.

Altrettanto legittima, poi, appare la lettura che del voto catanzarese offre il sottosegretario Antonio Gentile: “In Calabria Alternativa popolare si conferma forza radicata sul territorio, dimostrando, nuovamente, di essere incisiva ed aggregante ma soprattutto determinante per mandare al ballottaggio il candidato sindaco Abramo”. Occasione ghiotta, per Gentile, che è anche componente della segreteria politica del partito, per ringraziare il senatore catanzarese Piero Aiello “per l'impegno profuso e per essere riuscito in una fase politica particolarmente delicata, visto l'atteggiamento assunto dal Pd nei nostri confronti, ad ottenere un risultato rilevantissimo e che fa ben sperare per il futuro. Dal punto di vista politico si rafforza il progetto di costruire un polo moderato che, naturalmente, vede nel Sud, ed in particolare in regioni come la Calabria e la Sicilia dove ha dimostrato un forte radicamento, il punto di partenza e di riferimento”.