“La lotta alle mafie è una questione cruciale per la democrazia italiana. Sia perché la presenza delle mafie è un inaccettabile svantaggio per il Paese e per alcune aree in particolare, sia perché è una minaccia diretta al funzionamento della democrazia. Quindi l’impegno contro le mafie è un elemento irriducibile”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti durante un’audizione in commissione Antimafia. “L'obiettivo che si deve dare il Paese non e' il contenimento delle mafie, ma la loro sconfitta- ha sottolineato il titolare del Viminale - . Quando Giovanni Falcone richiamava il tema della sconfitta delle mafie, evocava un principio irrinunciabile. Venticinque anni dopo, e' rimasto un principio irrinunciabile ma e' diventato anche un obiettivo”.

“C’è una profonda instabilità nei vertici di Cosa Nostra, una fragilità dovuta alla mancanza di una leadership. Nei prossimi mesi le figure storiche del’organizzazione, alcune delle quali sono in galera, una volta tornate libere possono riprenderne il comando”, ha messo in guardia Minniti che in merito alla cattura del boss latitante Matteo Messina Denaro, ha spiegato: “La strategia è fargli terra bruciata attorno, molte operazioni hanno colpito fiancheggiatori e la sua capacità economica. C'è un gruppo di lavoro di investigatori dedicato solo alla sua cattura. Quando sarà preso sarà un giorno importante per la democrazia italiana". L'organizzazione mafiosa più pericolosa oggi, ha evidenziato il ministro dell’Interno, “è la ndrangheta che si muove in più campi: dalla droga ai giochi passando per il tentativo di acquisizione di squadre di calcio, con particolare attenzione alle serie minori”. Tra le principali attività della ndrangheta, sottolinea Minniti, “le scommesse sportive che procurano un giro d’affari di tre miliardi”. La ndrangheta, prosegue il titolare del Viminale, “fonda la propria forza su due principi: mantenere intatta la sua arcaicità con un forte radicamento territoriale e avere una capacità massima di modernizzaizone ed espansione internazionale”.

Minniti ha poi parlato dell'indagine sul Cara di Isola Capo Rizzuto definendola “molto importante” perché “è inaccettabile che mafia e corruzione possano ingrassarsi non solo sui soldi pubblici, che gia' di per se' e' grave, ma sulla pelle di persone deboli ed esposte come possono essere i migranti". Il ministro ha quindi analizzato l’attività della camorra. “Sono i giovanissimi gli attuali protagonisti”, ha detto in commissione. "Nelle ultime settimane si riaccesa una sequenza di omicidi” dovuti alla camorra, ha proseguito Minniti che ha sottolineato le misure “importanti e straordinarie” messe in campo dallo Stato negli ultimi mesi per constratare il fenomeno: “Elevata capacità investigativa e controllo del territorio”. Il titolare del Viminale ha poi auspicato “entro questa questa legislatura” l’approvazione del Codice antimafia attualmente al vaglio del Senato. Infine, sui fondi destinati alla ricostruzione delle aree terremotate, “ci deve essere l’impegno che questi soldi pubblici servano effettivamente alla collettività” ha ammonito Minniti.