“Contro il gioco illegale servono prevenzione e pene certe e severe. Perché è un’attività che spesso resta impunita sia a causa della facilità con cui si giunge alla prescrizione del reato, sia perché la nostra giurisprendenza consente una ventina di tipologie di sconti di pena”. E’ quanto dichiara al VELINO l’europarlamentare della Lega Nord Angelo Ciocca in merito all’audizione di ieri del ministro dell’Interno Marco Minniti in commissione Antimafia, nel corso della quale il titolare del Viminale ha segnalato come tra le principali attività della 'ndrangheta vi siano le scommesse sportive che procurano un giro d’affari di tre miliardi. Ciocca indica “tre pilastri” su cui lo Stato dovrebbe muoversi: “Il primo è che non bisogna mai demordere nel creare la cultura del pericolo dell’azzardo, partendo dalle scuole. Inoltre questo pericolo va tolto con ispezioni massicce e certezza della pena. Il terzo, infine, è aiutare chi è sprofondato in quel pericolo anche con un semplice numero verde o punti di ascolto per il cittadino”. Invece, prosegue l’esponente del Carroccio, “oggi lo Stato è carente da questo punto di vista, mentre è più radicato l’associazionismo del volontariato. I costi sociali per curare i giocatori patoliogici sono superiori rispetto a quanto lo Stato introita. A questi costi, inoltre, vanno sommati i danni del gioco illecito. Mancano campagne più aggressive contro il gioco d’azzardo”.

“Quando vengono indette le gare per le concessioni andrebbero inseriti degli elementi di garanzia per il consumatore”, suggerisce Ciocca. Chi vince la gara “deve essere obbligato a mettere in campo degli strumenti che rispettino il giocatore e oggi la tecnologia offre parecchi spunti in questo senso”. Ad esempio, spiega l’europarlamentare della Lega, “il consumatore potrebbe essere protetto facendo spegnere la macchina da gioco dopo un quarto d’ora d’attività”. Oppure “è stato dimostrato che, aumentando a più di otto secondi il tempo che intercorre tra la giocata e l’uscita del risultato, viene limitato l’effetto del gioco compulsivo”. O ancora, “andrebbe eliminata la vaschetta di metallo delle macchine dove cadono le monete, perché crea un effetto di richiamo. Con un semplice tappetino di gomma si eviterebbe quel rumore ‘sirena’ che segnala la vincita e invoglia a mettere altri soldi”. Si tratta, conclude Ciocca, “di semplici interventi che andrebbero messi per iscritto nei bandi di gara dei concessionari”.