Sulla vicenda di Giulio Regeni, “l’Italia deve insistere e dare la sensazione che un paese come il nostro non dimentica e non rinuncia alla ricerca della verità. Noi lo facciamo con la totale sintonia della Procura della Repubblica di Roma e con la collaborazione che non si è interrotta con le autorità egiziane. Non dispero ma comunque il governo terrà il punto sulla verità per Giulio Regeni”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni, intervenendo a RepIdee.

Per quanto riguarda le questioni di politica interna, il presidente del Consiglio rimarca di “non condividere” la manifestazione di oggi della Cgil sui voucher: “E’ una manifestazione di un solo sindacato, anche se il più importante. L’intero paesaggio italiano non è d’accordo con la posizione della Cgil, che rispetto ma non condivido. Noi siamo intervenuti per arginare abuso dei voucher, che aveva portato a una situazione insana nel nostro mercato del lavoro”.

Sul governo: “Mi auguro che la fiducia del Parlamento al governo ci sia nei prossimi mesi, penso che sia possibile perché penso che queste condizioni ci siamo. Questo è un governo nato per rispondere a un momento di emergenza, abbiamo perso un referendum sul quale avevamo puntato moltissimo. Renzi ha preso atto di questa sconfitta e si è dimesso. Quindi è un governo che nasce male, fragile, ma è un governo che cerca di sviluppare un programma piuttosto robusto, e le due cose non sono così in contraddizione”. Seppur in “condizioni difficili”, “il mio governo sta lavorando per completare l’azione riformatrice svolta in questi anni”.

Il presidente del Consiglio parla quindi del rapporto con gli Stati Uniti e della presidenza Trump: “Gli Stati Uniti sono il nostro principale alleato, penso che dobbiamo mantenere le idee chiare, gli Usa sono stati e restano una grande democrazia che rappresentano il nostro principale alleato. E’ così, resterà così ed è giusto che resti così. L’America resta l’America quale che sia il presidente”. Non mancano però critiche all’amministrazione statunitense. L’intesa raggiunta da Obama tra Stati Uniti e Cuba, spiega, “è stata straordinaria, tronare indietro è un errore che noi non possiamo avallare e condividere, così come è un errore separarsi dall’accordo sul clima di Parigi”.

Infine un ricordo dell’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl, scomparso venerdì a 87 anni. “La scomparsa di Kohl fa pensare a quanto in questi anni - dalla caduta del muro di Berlino a oggi - il mondo sia cambiato e stia cambiando. Penso che potremmo dire di aver vissuto, sull’onda della caduta del muro, un periodo molto particolare, forse lo ricorderemo fra qualche anno come una specie di Belle Epoque. Ora quell’illusone che è venuta meno: abbiamo avuto l’11 settembre, la crisi economica, Lehman Brothers e quello che sta succedendo nel mondo negli ultimi anni. Ma credo che l’idea europea di Kohl, con mille difficoltà e contraddizioni, ha funzionato”. “Serve una collaborazione multilaterale per gestire le crisi e serve un protagonista che si chiama Europa. Un anno fa c’è stata la Brexit, la mia impressione è che la speranza e la fiducia nei confronti dell’Europa è aumentata ed è sempre più chiaro che la carta europea è la migliore per stare in questo mondo più pericoloso”.