“Il Vittoriano tra musica, letteratura, cinema e architettura” apre le porte ai grandi documentari grazie al regista Giuliano Montaldo, Presidente dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello. “David di Donatello: documentari” è infatti una rassegna di tre lavori scelti e commentati da Montaldo fra i molti presentati nel corso dell’edizione dei David di Donatello del 2017. Oggi lunedì 19 giugno sulla Terrazza Italia alle ore 21 verrà proiettato “Cinque mo(N)di” di Giancarlo Soldi. Prodotto da Bizef, in associazione con Istituto Luce Cinecittà e in collaborazione con Rai Cinema, il documentario riunisce i cinque registi italiani premio Oscar (Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci, Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino e Giuseppe Tornatore) che raccontano il cinema cui si sono ispirati prima di esordire, i film che hanno regalato loro il desiderio e la vocazione del cinema. Il risultato è sorprendente e inventivo, con i cinque autori che regalano ricordi inattesi, divertite e commosse confessioni, ammirazioni palesi o segrete (ricorrono i nomi protettivi di Fellini e Rossellini, insieme a quelli di titoli perduti nel tempo ma anche di Totò e di altri geni magari meno celebrati), e la magia delle loro ‘prime volte’ davanti allo schermo bianco. Tutti gli appuntamenti al Vittoriano rientrano in ARTCITY-Estate 2017, un progetto organico di oltre cento iniziative di arte, architettura, letteratura, musica, teatro, danza e audiovisivo, promosso e organizzato dal Polo Museale del Lazio in musei e altri luoghi d’arte di Roma e della regione tra i quali appunto il Vittoriano. Il Vittoriano, realizzato fra il 1882 e il 1911 in onore di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, è il più spettacolare monumento alla nazione, finalmente unita e libera. Nel corso della sua lunga storia, altre valenze si sono sovrapposte all’originaria, senza peraltro cancellarla: la più importante si lega senza dubbio alla tomba del Milite Ignoto, concepita subito a valle della prima guerra mondiale. Troppo a lungo e troppo spesso legato ai contrassegni della retorica, il Vittoriano si rivela agli occhi del pubblico moderno come uno scrigno di potente e straordinaria bellezza. Tutti gli eventi sono ad ingresso libero: il limite massimo degli spettatori è fissato dalla capienza massima degli spazi messi a disposizione.